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Patagonia da giugno a settembre: l’incantevole inverno australe, tra avvistamenti di balene, soffice neve ad un passo dall’oceano e panorami crepuscolari indimenticabili

La Patagonia è una meta fantastica ed estremamente piacevole in ogni periodo dell’anno. Dodici mesi di cieli simili ad una tavolozza di colori che si avvicendano rapidamente, fiordi, leggendarie catene montuose, canali, steppe, oceano e una lussureggiante flora e fauna.

Da giugno a settembre, mentre nella nostra parte del globo terrestre è estate e si parte per il mare o per la montagna alla ricerca di refrigerio e il cielo ed il sole illuminano le nostre vite per più di 15 ore al giorno, in quella splendida area del pianeta terra invece è inverno (ricordiamo che l’ Argentina è una regione dell’emisfero australe, quindi le stagioni sono invertite rispetto all’Europa), le temperature sono sotto i 10° e la quantità di ore di luce a disposizione  rispetto al periodo estivo è decisamente inferiore, perché le giornate sono più brevi.

Ciò è sufficiente per rinunciare a visitare la Patagonia in questo periodo? Assolutamente no, ve lo garantisco. E vi spiego anche il perché, essendoci stato tante volte in questa terra durante l’inverno australe, così sorprendentemente ricco di emozioni e di esperienze da vivere, nonostante il clima, o meglio, grazie al clima stesso.

Un viaggio nel sud dell’Argentina e del Cile, tra giugno e settembre è una scelta vincente perché, complici le temperature fredde, la Patagonia, con la sua natura meravigliosa e multiforme, svelerà ai vostri occhi la sua vera essenza, selvaggia e semplicemente autentica.

Il viaggiatore può esserne certo, non verrà travolto dalla ressa del turismo di massa, fenomeno peraltro sconosciuto in questo prezioso angolo del mondo in tutte le stagioni. La Patagonia d’inverno è la meta ideale per chi desidera godere del silenzio dei panorami innevati o semplicemente di atmosfere intime e crepuscolari, grazie alla fievole luce che carezza i pensieri ed invita a perdersi, con assoluta leggerezza e preziosa spiritualità, nelle bellezze sparse sul territorio ed animate dal noto ed elettrizzante vento patagonico.

Questo territorio in inverno amplifica le sue già note caratteristiche positive divenendo meta interessantissima per gli amanti dell’avventura vissuta tra spazi amplissimi in cui sovente sarete gli unici attori, in una regione dove abitualmente vi è bassa densità di popolazione, peraltro molto affabile ed ospitale, una natura aspramente selvaggia  ma straordinariamente unica e commovente, un’organizzazione delle strutture ricettive eccellente, seppur meno copiosa di altre stagioni, per tutte le tasche e per tutti i gusti.

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Sicuramente il vostro viaggio inizierà a Buenos Aires, dove vi consiglio di sostare giusto il tempo per riposare e partire per l’avventura patagonica.

Dedicherete gli ultimi giorni del vostro viaggio alla “splendida ed accattivante città che non conosce riposo”, al rientro dal fantastico tour che vi spingerà fino a La Fin del Mundo, traboccanti di sensazioni ed emozioni travolgenti.

La Penìnsula Valdès vi attende per prima, una regione in grado di regalarvi suggestioni intense e una fauna straordinaria per terra e per mare. Infatti la penisola è considerata una delle più importanti riserve naturali di fauna marina al mondo, uno degli ecosistemi più complessi e avvincenti.

Puerto Madryn è la porta di ingresso principale alla Península, dichiarata dall’Unesco nel 1999 Patrimonio dell’Umanità. Gradevole cittadina, conosciuta per i festival gastronomici che si svolgono ogni anno, (durante tutto il mese di luglio ha luogo la manifestazione il “Circuito Gastronomico Madryn al Piatto”, con proposte di piatti gourmet, a prezzi promozionali, presso i maggiori ristoranti della città), fonda la sua economia soprattutto sulla pesca e sul turismo.

Ma c’è un motivo speciale che rende la cittadina particolarmente attraente: essa è la base di partenza per Puerto Piràmides (un’ora di distanza tra le due cittadine) dove ci si imbarca sui battelli per avvistare da vicino le balene, (con un po’ di fortuna anche i delfini) potendo a volte addirittura accarezzarle, con estremo tatto.

Ogni anno, tra giugno e settembre, nelle insenature del Golfo Nuevo e del Golfo San Josè, potrete ammirare centinaia di esemplari di balena franca australe arrivate fin qua per dare alla luce, in serenità e dopo una gestazione di 12 mesi, i loro piccoli balenotteri lunghi già 5 m. La Penìnsula Valdés è un approdo confortevole e sicuro per le balene perché possono portare a compimento il lieto evento senza pericolo alcuno. E’ un’esperienza incredibilmente emozionante ed indimenticabile per noi esseri umani, ve l’assicuro, da vivere almeno una volta nella vita: osservare questi spettacolari cetacei nuotare fianco a fianco ai loro piccolini. Quando i piccoli delle balene sono sufficientemente autonomi, verso ottobre, novembre, le balene franco australi ritornano in mare aperto in cerca di cibo. Ed il meraviglioso evento si rinnova di anno in anno.

A Puerto Piràmides, durante l’inverno patagonico, alcuni ristoranti tipici con vista sul mare permettono ai clienti di pranzare sulla spiaggia per godere della presenza di questi splendidi mammiferi, sovente appostati sotto costa, spinti dalla curiosità di quanto si muove attorno a loro. Le balene e i loro piccoli paiono esibirsi davanti ad un pubblico, con salti, capriole, avvitamenti, suoni simili a canti e spruzzi che fuoriescono dallo sfiatatoio, il loro organo respiratorio. Uno spettacolo davvero eccitante ed incantevole!

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Ma non è tutto. Preparatevi a farvi piacevolmente sorprendere, durante l’inverno australe, per mare, per terra e per cielo, dai leoni ed elefanti marini, struzzi, lepri della Patagonia, guanacos, volpi grigie, gabbiani, avvoltoi, cormorani. Purtroppo questo non è il periodo più indicato per vedere i pinguini, che arrivano da nord intorno alla metà di settembre: pazienza, vorrà dire che tornerete in questa generosissima terra durante l’estate australe.

Abbandonata la Penìnsula Valdés, carichi di entusiasmo proseguirete per Ushuaia, la città più a sud del pianeta, ovvero l’ultimo avamposto australe, la Fìn del Mundo.

Dopo di lei, il Canale di Beagle che sfocia in pieno oceano dove si incontrano l’Atlantico e il Pacifico ed il “movimentato” passaggio di Drake, dove si può già percepire il gelido incanto della penisola Antartica.

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A Ushuaia, in questo periodo dell’anno, potrete dare libero sfogo alla vostra energia praticando tantissimi sport invernali sulla neve e ammirare paesaggi di un’intensità particolarmente intima e speciale. Per gli amanti della neve, vi attendono camminate per i boschi con racchette, sci discesa, sci nordico, sci di fondo, sci libero, fuoripista, escursioni con i cani da slitta, canoa, mountain-bike e tantissime altre attività.

Il tutto praticato in una cornice spettacolare, tra monti, ghiacciai, neve e…l’immensità dell’oceano.

Ushuaia è nota per le sue piste provviste di neve “croccante” sulla quale sciare con enorme soddisfazione. Infatti, ogni anno nel mese di agosto, presso l’ultimo avamposto della Terra, hanno luogo gare internazionali di sci di fondo come la Marchablanca arrivata quest’ anno alla 31ª edizione e la Ushuaia Loppet giunta alla 7ª. Prima ancora d’essere delle competizioni, entrambe sono una divertente festa della neve. Un’esperienza a dir poco suggestiva da vivere nella splendida Terra del Fuoco da giugno a settembre.

Pronti a fare incetta di altre emozioni?

E allora volate a El Calafate, dove potrete gustare il “cordero patagonico” (agnello alla brace) e fare numerose e interessanti escursioni: “mini-trekking” sui ghiacciai (non praticabile in giugno e luglio), navigazione sul Lago Argentino fino al fronte del Ghiacciaio Upsala (clima permettendo), visita al magico villaggio di El Chaltén, dove svettano il Cerro Torre ed il Fitz Roy, le due mitiche cime, avvolte da appassionanti leggende e in questo periodo decisamente innevate, e dove potrete navigare sul Lago Viedma e ammirare l’omonimo ghiacciaio, il più vasto di tutta l’Argentina.

El Calafate vuol dire soprattutto escursione al mitico Ghiacciaio Perito Moreno, situato nel Parco nazionale Los Glaciares, uno dei pochi ghiacciai al mondo che avanza periodicamente. Dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità è tra le maggiori attrattive della Patagonia argentina, uno spettacolo imperdibile di colori e suoni, causati questi ultimi dai pezzi di ghiaccio che si staccano e precipitano nel turchese Lago Argentino. La strada che porta da El Calafate al Perito Moreno, costeggia il bosco andino patagonico. Ci si accorge della maestosità del ghiacciaio solamente quando si raggiunge la “curva dei sospiri”: qui il Perito Moreno appare in tutto il suo splendore e vi assicuro che è un tuffo al cuore.

Avrete un intero giorno a disposizione per osservarlo da varie prospettive, camminando sulle passerelle panoramiche che abbracciano tutto il fronte del ghiacciaio.

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Da qui è possibile raggiungere il vicino Parque Nacional Torres del Paine, in Cile, altra spettacolare meraviglia della Patagonia.

Il vostro viaggio si conclude nella fantastica Buenos Aires, una città estremamente dinamica e effervescente, da vivere e godere appieno 24 ore su 24. Potrete visitare i tanti musei, le piazze incantevoli, i tantissimi teatri, i caratteristici “barrios” (quartieri), le sale di tango argentino, le numerose ed interessantissime fondazioni culturali, i caffè tipici, ed ancora tante altre attrattive. Da non dimenticare, dal 10 al 23 agosto, quest’anno come ogni anno, Buenos Aires ospiterà un evento internazionale attesissimo dagli amanti del ballo nazionale per antonomasia: il Festival ed il Mondiale del Tango.

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