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Il più grande party subacqueo del mondo: la grande migrazione delle sardine, il “Sardine Run”

E’ un rito che si ripete ogni anno: tra maggio e giugno, lungo la selvaggia costa nord-est del Sudafrica, milioni e milioni di sardine provenienti dalle più fredde acque a sud affollano le acque dell’Oceano Indiano. Ad aspettarle, squali bronzei, delfini di ogni genere, squali zambesi, squali martello, pinna nera oceanici, albatros, fregate, balene, pesci vela, tonni e qualunque altro animale pelagico incroci in queste acque. Oltre a noi subacquei naturalmente.

E’ il leggendario “Sardine Run”. Visibili dai satelliti, le sardine formano enormi branchi, lunghi anche chilometri, masse scure pulsanti di vita che si muovono nell’oceano. Cibo per predatori, che accorrono in massa, attratti dall’abbondanza a buon mercato: basta aprire la bocca e avventarsi sul banco compatto di sardine.

Il “Sardine Run” è l’avventura della vita: si alloggia in un lodge lungo la costa, si parte al mattino presto, sulla base degli osservatori che in aereo individuano i punti di maggior attività, si naviga rapidamente sul posto e si entra in acqua, con le bombole o in apnea, come si preferisce. Si entra in acqua e si osserva, si fotografa, si fissano nella mente quei momenti unici. L’importante è rispettare la semplice regola di restare al di fuori del banco di sardine, evitando di entrare a far parte di esso: non tutti i predatori capirebbero la differenza tra voi e le sardine…

Il tutto può durare qualche secondo o un’ora: dipende. E’ questione di fortuna, dipende dalla dinamica del branco di sardine e da quella dell’insieme di predatori (che, non lo sanno, ma costituiscono ciò che in matematica applicata viene definito un sistema complesso, con dinamiche altamente imprevedibili). E’ uno spettacolo affascinante da osservare anche dal gommone.

Si sta in mare 6, 7, anche 8 ore. Poi si torna al lodge, stanchi e con la testa piena di oceano, squali, cetacei, salsedine.

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