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Nel blu con i delfini

Chi non ha mai sognato di nuotare e fare snorkeling con delfini e balene?

Alle isole Azzorre lo snorkeling (o, per i più esperti, l’apnea) con delfini e altri cetacei è una realtà. Una fantastica realtà che si osserva con l’aiuto di maschera e pinne,

Se amate i mammiferi marini, questo è davvero il paese dei balocchi: ci si può immergere con stenelle maculate e stenelle striate, tursiopi, grampi, delfini comuni (che poi tanto comuni non sono). Giusto per citare i cetacei più frequenti. Se non fosse per una legge portoghese che esclude l’immersione con alcune specie di cetacei, legge che accetto e rispetto ma che odio con tutte le molecole del mio corpo, ci si potrebbe immergere anche con balene pilota e pseudorche (e con l’orca, che qui ogni tanto si fa vedere), animali considerati potenzialmente aggressivi – non è proprio così, ma tant’è.

Per evitare di disturbarli, è vietato immergersi pure con i grandi cetacei (capodogli, balenottere azzurre e compagnia bella): ma la buona notizia è che si possono osservare dal gommone, anche da distanza assai ravvicinata (a pochi metri), grazie al whale watching. Però, niente incontri subacquei, a meno di non essere ricercatori o documentaristi. E’ comunque possibile incontrarli casualmente, mentre si è già in acqua, e allora è tutto regolare: può capitare.

Ma torniamo ai delfini. Dimenticate i telefilm sdolcinati che guardavate da bambini, con i delfini in cattività, coccolosi e dalle pinne mosce: questi sono supervispi, tonici, dal fisico impressionante se visto a distanza ravvicinata. Grandi animali con individualità e carattere. Il che significa che se gli siete simpatici si avvicinano e nuotano vicino a voi, altrimenti, se non hanno voglia di incontrare strani essere pinnuti e un po’ sgraziati, beh, semplicemente se ne vanno. Del resto sono animali dell’oceano, selvaggi e liberi – quanto di più invidiabile si possa per me desiderare essere.

E’ davvero divertente. Si parte su un grande e comodo gommone, armati di maschera, snorkel, muta e pinne. Si vola sull’oceano fino ad incontrare qualche branco di delfini, o grampi. Attenzione, non è un incontro lasciato al caso: da terra, dalle postazioni un tempo utilizzate per avvistare le balene e segnalarle alle baleniere in caccia, ora operano avvistatori, assai più ecologici nello spirito, che indirizzano gli skipper in modo preciso verso l’incontro in acqua. Le probabilità di successo sono altissime, direi (in base alla mia esperienza) intorno al 99%… A quel punto ci si prepara, ci si avvicina al branco di cetacei e, al segnale dello skipper, si scivola in acqua, due alla volta.

Ora siamo qui, proprio a qualche miglia da Pico, a ripetere quest’esperienza. Il mio compare Aqua2O ed io siamo prontissimi.  Facciamo vari tentativi, tutti a vuoto, di entrare in acqua con un branco di grampi (cetaceo bellissimo – vedi foto)

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che dopo essersi lasciati avvicinare con la massima tranquillità in mattinata, ora puntano il muso al largo ogni volta che il gommone si avvicina troppo. Si sono stufati e non hanno voglia di averci tra i piedi. Comprensibile, dopo tutto.

Poi incontriamo un branco di tursiopi. Entriamo in acqua. I tursiopi sono delfini grandi e massicci, di colore grigio scurissimo, non slavati come quelli degli acquari. Ok, i delfini ci accettano, riusciamo ad accostarci al branco. Bene, vediamo come se la cavano questi delfini delle Azzorre con l’apnea. Hanno di fronte a loro un istruttore Apnea Academy DOC che ha intenzione di mostrar loro che anche i bipedi conoscono l’arte dell’apnea…

Mi concentro e mi ventilo mentre ci avviciniamo. Monopinna ai piedi, maschera, GoPro accesa…sì, respirone finale e…GO GO GO! giù subito nel blu! Non sono nuovo all’esperienza, l’ho provata svariate volte ormai, e ho le mia tecnica, consigliatami da Michael Costa (lo skipper più skipper dell’isola di Pico), con queste precise parole: “Tu che sei un apneista… vai giù, immergiti nel blu, ignorando i delfini. Esegui giravolte, piroette, gioca sott’acqua, ma fai finta di niente, ignorali: vedrai che loro verranno da te”. (Un po’ come bisognerebbe comportarsi con le donne, no?)

E così faccio. E quasi sempre i delfini s’avvicinano, vengono a curiosare, nuotano al mio fianco, poi si allontanano, successivamente ritornano. Emettono suoni, che nel mio (miserabile) video si sentono. Provo anche ad imitarli anche se poi, memore del detto milanese “panatè fa el to mestè”, lascio perdere i tentativi di comunicazione, giusto per evitare incomprensioni e gaffe linguistiche.

Che altro dire? E’ un’esperienza bella, facile e coinvolgente. Se avete dei bambini che stanno a proprio agio in acqua… portateceli, e probabilmente cambierete per sempre la loro vita. In meglio, naturalmente (solo, non stupitevi se vorranno studiare biologia marina). E se i figli non li avete, beh, va bene lo stesso, andateci voi: vi farete un enorme regalo, un’esperienza che va dritta al cuore, dove resterà per sempre.

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