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I Longimanus di Elphinstone Reef

Mi sono svegliato alle 5 del mattino per fare yoga sul ponte superiore della barca ancorata appena fuori dalla punta sud del reef di Elphinstone.

E “lui” incrocia sotto la chiglia. Sarà quattro metri. Abbondanti: nei suoi passaggi sotto la barca, quando la testa è a babordo, la coda sbuca di un bel pezzo a tribordo…  “Lui” è un Carcharinus Longimanus (lo squalo pinna bianca oceanico, da non confondere nemmeno per un attimo con il pinna bianca di barriera…sarebbe come scambiare un cavallo da corsa con un pony), ossia l’esatto motivo per cui ho desiderato così intensamente questa crociera nel sud dell’Egitto. Ho sognato questo momento per settimane.

E ora sono lì, sotto il sole già caldo, con le onde corte e nervose del Mar Rosso egiziano che biancheggiano intorno all’atollo corallino. Appena più all’esterno della corona di schiuma e coralli il mare diventa subito blu. Un intenso blu promettente…

Altri due Longimanus, uno sui tre metri, l’altro lungo la metà (praticamente un cuccciolotto), vagano intorno alla barca. Come intuibile, il mio amico Alfonso ed io siamo eccitatissimi. Le scimmiette isteriche che abitano nelle nostre testoline corrose dal sale saltano impazzite al pensiero di quei grandi squali pelagici che nuotano nel blu sotto di noi.

Bombole in spalla, erogatore in bocca, finalmente si entra in acqua con un bel passo del gigante.

L’immersione è senza storia: un tuffo distratto e veloce sul plateau, guardando continuamente la superficie una trentina di metri più in alto, e poi, dopo pochi minuti, tutti a quota -5 metri, nella corrente: abbiamo un appuntamento con tre amici.

Che non si fanno aspettare: i tre squali d’alto mare arrivano subito, vediamo le loro sagome controluce. Inquisitivi, sicuri.

Lo squalo più grande sembra un cacciabombardiere in volo: ha le grandi pinne pettorali distese come ali, con le macchie bianche che si stagliano sul corpo nocciola. Nuota apparentemente senza sforzo, attorniato da alcuni pesci pilota, è un autentico feudatario del mare.
Quando il suo muso arriva a 20 cm dalla mia faccia faccio del mio meglio per mantenere braccia conserte ed autocontrollo. Ma alla fine, come sempre, mi guarda per una frazione di secondo (chissà cosa pensa?), quindi fa una stretta virata e si riporta a distanza di sicurezza.

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