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Mar Rosso che stupisce

Idea nata al freddo di dicembre con un gruppetto di amici apneisti: una settimana tutta per noi a fare apnea tecnica  in quel di Sharm. Un bel kick-off per la stagione apneistica estiva. E così, con le famiglie liete di levarci dai piedi (…bah?), siamo partiti, a fine marzo.

Gli avvertimenti della Farnesina? Ahh, li abbiam letti con grande interesse… ma, vedete, a Sharm sono abbastanza di casa – con la passione per le immersioni e l’apnea che ho addosso, ci vado da una vita – e di avvertimenti del Ministero degli Esteri negli ultimi anni ne ho visti tanti. Prima di partire abbiamo chiesto ad amici residenti in Egitto (gestori di diving, guide, istruttori, ecc) circa la situazione laggiù, e abbiamo ricevuto solo rassicurazioni che tutto era tranquillo. E questo è quanto.

Ritrovarsi nelle acque terse e ricche di vita del Mar Rosso dopo un inverno di pioggia, ad allenarsi sui cavi con un gigantesco barracuda dentuto come compagno di allenamenti, è un ricostituente naturale per anima e fisico. Scivolare con la monopinna ai piedi nel blu di quelle acque, assaporando l’intimità con il mare dopo il grigiore di Milano, è un ritorno alla vita.

E, tra un tuffo profondo e l’altro, con il condimento di un po’ di snorkeling e qualche nuotatona in acque libere lungo la barriera corallina (immersioni no: troppo pochi giorni, un’altra volta), capita di imbattersi in uno dei classici regali da Mar Rosso: un bel marlin che nuota regalmente poco sotto la superficie del mare.

Un bell’animale che ha incrociato tranquillo tra di noi fino a quando, lievemente infastidito dai nostri approcci per tentare di fotografarlo, ha preso il largo, come qualunque predatore che si rispetti (e tuttavia l’amico Roberto Galbiati è riuscito a fotografarlo, e la foto la vedete pubblicata qui).

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