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Un’immersione da Papa

Mentre con il resto del gruppo pinneggio nella corrente a pochi metri dalla superficie, percorrendo il breve tratto che separa l’ormeggio dal sommo della secca, non riesco a credere ai miei occhi: un torrente di saraghi ci nuota incontro. Sono tantissimi, sciamano letteralmente verso di noi.

Poi, mentre guadagniamo lentamente la profondità e ci avviciniamo al cappello della secca, la luminosità si abbassa più del dovuto: l’effetto è causato da un banco di dentici, enormi, che passano sulla nostra testa, seguiti da tonnetti.

Io sono già in delirio da sindrome marina di Stendhal : il maestrale si era messo tra me e l’immersione in questo luogo leggendario, ma ora il mare mi sta ripagando con gli interessi. Questa è la Secca del Papa, ragazzi, all’interno dell’Area Marina Protetta dell’isola di Tavolara – Punta di Coda Cavallo, nella Sardegna nord-orientale.

Arrivati al sommo principale della secca, assisto a un’orgia: decine e decine di cernie di ogni dimensione si strusciano tra loro.

In effetti, è il periodo dell’accoppiamento delle cernie. Che, per gli standard dell’homo sapiens, sono pesci assai libertini: nascono femmine ma, raggiunti i 5-6 kg, sono di norma soggetti ad un’inversione sessuale e diventano maschi; inoltre, nel periodo dell’accoppiamento, formano gruppi di individui che si strusciano e formano grovigli instabili di corpi. Prima di perdere il conto per la confusione, calcolo che ci sono una trentina di cernie brune in pochissimo spazio.

Il giro della Secca del Papa e dei suoi sommi continua. I buchi pullulano di murene ed aragoste e altro pesce da tana. Intorno alle rocce fluttuano alcuni dotti. Ovunque è pieno di vita, pelagica, bentonica, pesci, crostacei, di tutto. Indubbiamente è un’immersione pazzesca, tra le più belle del Mar Mediterraneo. Non tutti i giorni è così, Nettuno può essere volubile, ma questa secca è sempre ricchissima di pesce e di sorprese tipiche del mare aperto.

Infatti, intorno a questa secca a poca distanza da Olbia, si è visto ogni sorta di pesce pelagico che abiti le acque temperate.

Girano storie piuttosto attendibili di… no, non ve lo dico: immergetevi qui e (ascoltate il consiglio del Mastro) guardate spesso nel blu intorno a voi, perché alcune vostre remote fantasie subacquee potrebbero materializzarsi proprio qui.

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