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Il martello delle isole Azzorre

Si rientra da un bel pomeriggio di oceano, snorkeling, sole e vento come solo le isole Azzorre sanno regalare. Il gommone scivola veloce davanti sulle onde dell’Atlantico, che osservo ipnotizzato.
Una pinna! Grido, mi alzo, indico. Siamo davanti all’isola di Faial. Lo skipper rallenta, esegue un’ampia virata per esaminare la situazione. “Shark! Shark!”, grida l’esperto skipper mentre ci avviciniamo. Lo vedo: è un Grande Squalo Martello! Il leggendario Great Hammerhead Shark, il più oceanico della famiglia dei martello, difficile da incontrare in immersione! Sta inseguendo, nervosamente e con inaspettata agilità, vista la sua stazza (…è un 3 metri circa di squalo), una grossa ricciola atlantica.
Io neanche penso: ho la muta addosso, afferro e calzo come un automa la mia fida monopinna, infilo la maschera, dico “I’m going” e scivolo in acqua.

Il tempo di mettere a fuoco la situazione e subito il martellone perde ogni interesse per la ricciola, puntando deciso verso di ME. Proprio dritto dritto, come solo i grandi squali d’alto mare sanno fare. Come altre volte in vita mia, durante gli incontri con i grossi squali, un pensiero fulmineo attraversa la mia mente: “E adesso?”. Ma so che devo tenere la posizione, fingendo indifferenza. Lo squalo arriva a 30 cm dalla faccia – ho una visione ravvicinata del suo faccione e della sua dentuta bocca semiaperta – poi vira di 90 gradi: ha soddisfatto la sua curiosità atavica.

Il mio battito cardiaco riprende, insieme alla respirazione, mentre lo squalo martello fa ancora un giro completo intorno a me: riesco ad ammirarlo in tutta la sua magnificenza, il testone con l’occhio inquisitivo, il corpo snello, la pinna dorsale altissima, il colore marrone che vira al grigio-verde, cangiante.
A questo punto lo squalo mi ha evidentemente classificato a metà tra i due estremi “preda” e “predatore”: in pratica, secondo il suo metro di giudizio, sono finito tra i non-buoni-da-mangiare-ma-nemmeno-pericolosi, praticamente un essere irrilevante (cosa che, probabilmente, è vera in assoluto).

Infine, con la tipica indifferenza, il grande squalo martello prende ad allontanarsi a velocità di crociera. Ma io con la monopinna sono veloce….E allora nuoto sott’acqua al suo fianco per una cinquantina di metri, gustandomi il momento. Inevitabilmente, l’ossigeno nel sangue inizia a scarseggiare, l’apnea è agli sgoccioli e risalgo. Ma è stata una grande giornata da shark-obsessed!

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