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Eroici compagni d’immersione

Tutti sappiamo quanto è importante il buddy, il compagno d’immersione, giusto?

Bene, questa è la storia di un eroico buddy.

La situazione è quella descritta in questo post: tre Carcharhinus longimanus, di cui uno di proporzioni fuori dal comune, in immersione con noi, alla punta sud di Elphinstone, in Egitto – ecco, questo è il back-stage…

Il grande squalo punta la coppia di subacquei, cioè mia moglie (il mio buddy naturale, quando fa immersioni) e il sottoscritto. Per quel che mi riguarda, in quegli attimi io mi concentro sullo squalo: cerco di mantenere i nervi saldi e di godermi uno spettacolo eccezionale. Lo squalo s’avvicina, vira a stretta distanza dalla mia maschera, e si allontana. Mi giro subito, per condividere l’incontro con mia moglie. Che non c’è più: di lei è rimasta una scia fitta fitta di bollicine d’aria che si dirige verso la barca ancorata al reef, a una trentina di metri di distanza. Tra le bolle si intravedono le lunghe pale di un paio di pinne Rondine Gara che si muovono freneticamente. Sembra la scia di un siluro.

Vedo il buddy/siluro che si toglie con anomala rapidità le pinne e scompare dalla mia visione subacquea perché zompa sulla scaletta come una rana, risalendo in barca a velocità fotonica.

Da calcoli effettuati a posteriori, nei pochi minuti intercorsi tra l’apparizione del longimanus e l’uscita dall’acqua, pare che il soggetto in questione abbia consumato poco meno di 100 Bar di aria (la fisica ancora non ha trovato risposte a questo fatto).

Epilogo – Il mio buddy  ha effettuato l’immersione successiva, con i  Carcharhinus Longimanus, comportandosi da subacquea esperta qual è.

P.S. Sua l’idea di questo post.

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