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Sano come un sub

Una vita sana è cruciale per un subacqueo. Niente fumo, niente alcool. Almeno così dicono i manuali.

L’Enciclopedia dell’immersione ricreativa della PADI, praticamente la Bibbia del (mio) corso Divemaster, dice :

“Gli effetti del fumo sono senz’altro molto negativi e i sub dovrebbero evitarlo. Se quest’abitudine non può essere eliminata, dovrebbero almeno astenersi dal fumare 10-12 ore prima e dopo l’immersione”.

“L’alcool […] altera la fisiologia a favore della malattia da decompressione (MDD)”.

 

Quanto a DAN, la rete internazionale d’emergenza e ricerca medica subacquea, evidenzia senza ombra di dubbio i maggiori rischi di MDD, embolia gassosa e barotraumi polmonari per i subacquei fumatori. Anche l’alcool viene considerato foriero di MDD e altri guai seri. E, attenzione, lo dice DAN, che per i sub è una specie di Consiglio dei Cavalieri Jedi della medicina subacquea: lì risiede la conoscenza.

Eppure, in base alla mia personale esperienza, se dovessi dire come si colloca una vasta porzione di subacquei (bombolari) rispetto al consumo di sigarette ed alcolici, beh, direi che la situazione è più o meno questa:

mastrosommerso_grafico_750x767Insomma, non dico tutti, ma un numero inspiegabilmenteelevato di guide, istruttori e sub esperti (con centinaia di immersioni scritte sul logbook) fumano come turchi e bevono come scozzesi delle Highlands. Ho pure conosciuto un tizio, un sub navigatissimo sulla sessantina, che asseriva di bere da decenni solo alcool, niente acqua (al massimo una Coca ogni tanto). In effetti, superato lo stupore nel vederlo lì davanti a me, vivo, è subentrato l’interesse scientifico per un “outlier” in carne ed ossa – in statistica, un “outlier” è un fatto anomalo, come uno squalo Goblin a Capo Noli.

La situazione è molto diversa tra gli apneisti (frequento entrambi i gruppi, dunque ho una visione d’insieme): i freediver conducono una vita mediamente molto più sana dei bombolari dal punto di vista fisico, anche se occhio e croce qui è la frequenza di psicopatie ad essere maggiore rispetto alla media dei sapiens.

Ma torniamo alle bombole. Mi sono sempre domandato: perché così tanti subacquei esperti tracannano alcool e fumano fino alle 3 del mattino per poi presentarsi allegramente sfatti all’immersione mattutina delle 7? Bevono per ricreare gli effetti della narcosi da azoto e vedere pesci più grandi? Desiderano visitare l’interno della camera iperbarica? Vogliono una sedia a rotelle con ruote in carbonio sulla quale passare il resto della vita? Fumano tra un’immersione e l’altra per riempirsi di monossido di carbonio e vedere che effetto fa? Fanno parte di un campione segreto della DAN, più misterioso dei Rosacroce, che studia l’MDD sui propri corpi?

In attesa della risposta a questi interrogativi secondi solo ai cerchi nel grano, fate i bravi, moderate alcool e sigarette, e cercate di rimettervi in forma con un po’ di sport.

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