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10 regole d’oro per il bagaglio del subacqueo perfetto

Oggi saltare su un aereo e volare a migliaia di chilometri di distanza da casa per fare belle immersioni è molto più semplice ed economico di un tempo. Lo scotto da pagare è la paranoica attenzione delle compagnie aeree al peso del bagaglio. E al check-in ogni chilogrammo in più si paga. Spesso assai caro.

Pertanto, quando la vacanza subacquea si profila all’orizzonte, il bagaglio è qualcosa da pianificare per tempo e con accuratezza.

 

Ecco le mie 10 regole d’oro.

 

1)      Verificare subito tramite il tour operator se è possibile avere un extra-bagaglio.

Diverse compagnie aeree consentono di ottenere a pagamento qualche decina di chilogrammi in più (a volte sono previsti forfait speciali per i sub). Normalmente si tratta di cifre ragionevoli. L’acquisto del biglietto per l’extra-bagaglio diventa indispensabile per chi fa seriamente riprese subacquee o fotosub e ha generalmente un’attrezzatura pesante e ingombrante.

 

2)      Verificate il clima a destinazione.

Indispensabile per capire cosa portare, in particolare per avere la muta del giusto spessore, per decidere se portare o meno i guanti. Ma serve anche per decidere quali capi d’abbigliamento avere con sé.

 

3)      Informatevi circa l’affitto dell’attrezzatura in loco.

Affittare parte dell’attrezzatura può essere più economico (e meno faticoso) che portarsi un ingombrante bagaglio. Un’email o una chiamata Skype al diving o alla barca sulla quale vi imbarcherete in crociera sub può essere utilissima, giusto per capire se hanno l’attrezzatura che vi serve, a quale prezzo. E magari per prenotarla.

 

4)      Attrezzatura subacquea da portare assolutamente:

a)      l’erogatore – per me è irrinunciabile, lo considero un pezzo molto personale dell’attrezzatura (anche se in realtà, in molti diving ne hanno di ottimi);

b)      pinne e calzari – pinneggiare come si deve è importante in molte situazioni, dunque avere confidenza con l’attrezzo è auspicabile (inoltre di solito le pinne non pesano granché);

c)      maschera – è importante usare la vostra maschera che, con certezza, offre perfetta tenuta e il comfort al quale siete abituati;

d)     muta – vi piace usare una muta nella quale ha fatto pipì qualche centinaio di subacquei prima di voi?

e)      computer subacqueo – pesa poco, è indispensabile, e dovete sapere come si utilizza, perciò è meglio che sia il vostro, con le batterie belle cariche;

f)       boa di segnalazione d’emergenza (per gli amici “cazzillo”) e fischietto – non vorrete mica trovarvi trascinato dalla corrente delle Isole Brothers o su un corner maldiviano dopo una risalita d’emergenza senza uno straccio di strumento di segnalazione? (ndr io il reel non lo porto mai, è sufficiente avere qualche metro di sagola con un pezzo di metallo, ad esempio una vecchia chiave inglese, al quale avvolgerlo e che faccia da “contrappeso”);

g)      qualche ricambio – un lacciolo per la maschera e per le pinne, una frusta di ricambio, qualche o-ring… pesano poco e ingombrano niente, ma possono fare la differenza tra rovinarsi la vacanza oppure no;

h)      una sacca stagna – se rischiate di imbattervi in “mare vero”, come alle Azzorre, è utilissima per mantenere asciutta la roba mentre siete in barca;

i)        se l’avete, una fotocamera compatta, o una “action camera” come la GoPro.

 

5)      Attrezzatura subacquea da lasciare a casa:

a)      coltello subacqueo – un coltello con lama da 25 centimetri nelle acque maldiviane o in Mar Rosso è utile più che altro per farsi arrestare;

b)      torcia e relative batterie – le torce subacquee piccole servono a poco; quelle utili sono pesanti, ingombranti e spesso disponibili nei diving (sulle barche da crociera non sempre…quindi chiedete per tempo);

c)      zavorre (a meno che non siano speciali, come i pesi che qualche fotosub applica sulle attrezzature fotografiche per ottenere un perfetto bilanciamento);

d)     il “jacket” – valutate con cura se portare o meno io vostro GAV; io adoro il mio Free Shark, ma pesa un botto e ormai sono più le volte che lo lascio a casa che quello in cui me lo porto. Mi spiace, Bro’…

 

6)      Assicuratevi che l’attrezzatura sia in buone condizioni prima di partire.

Per esempio, l’erogatore è a posto? Quando avete effettuato l’ultima revisione? Il computer subacqueo ha la batterie cariche?

 

7)      Medicinali.

Portate quelli essenziali, che per me sono un antipiretico, un antibiotico a largo spettro, qualche rimedio per il mal di mare se ne soffrite, la soluzione all’acido borico per disinfettare le orecchie, qualche prodotto per mitigare nausea e diarrea, fermenti lattici. Io tolgo sempre i medicinali dalla scatola: ingombrano meno.

 

8)      Indumenti & C.

Ridotti all’essenziale, specie in posti molti caldi. Trattandosi di una vacanza subacquea siate pratici e frugali: qualche t-shirt e shorts, una felpa normalmente sono più che sufficienti. Le scarpe servono poco (ad esempio alle Maldive e in crociera subacquea sarete nel 99% dei casi scalzi). Però portatevi un cappellino o una bandana, una crema solare ad alta protezione, occhiali da sole. Per me non potrebbe mai mancare il Kindle: tutti i libri a portata di mano in pochi grammi di peso. Non dimenticate le varie ricariche. Infine, sia nei villaggi che in crociera normalmente vi danno il telo mare e gli asciugamani, quindi non portateli.

 

9)      Bagaglio a mano astuto.

Suddividete strategicamente vestiario e attrezzatura subacquea tra bagaglio a mano e bagaglio da stiva. Cercate di fare in modo di avere autonomia anche se il bagaglio da stiva viene perso (ad esempio maschera ed erogatore viaggiano sempre nel mio bagaglio a mano).

 

10)  Passaporto in corso di validità e documenti di viaggio.

Sembrerà un consiglio ovvio, ma a me è già capitato di vedere gente piangente respinta ai check-in per essersi dimenticata il passaporto o per avere il documento di espatrio scaduto.

 

Spero che le regole che mi sono dato siano di aiuto anche per voi. Avere una lista accurata su cosa portarsi è il primo passo per una vacanza subacquea serena e diminuisce lo stress pre-partenza.

Tanto poi al ritorno si infila tutto entropicamente nelle borse…

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