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Un Mediterraneo pieno di squali volpe: morti però!

Ancora la Liguria, ancora Lerici, ancora uno squalo volpe. Purtroppo non si tratta di uno squalo avvistato in acqua, ma di uno squalo pescato. Morto, dunque.

Ed è un grande dispiacere vedere le immagini di questo elegante animale brutalizzato. Perché noi subacquei facciamo dei gran chilometri e mettiamo volentieri mano al portafoglio pur di andare a incontrare questi magnifici animali vivi, mentre nuotano sinuosi nel blu. A Malapascua, per esempio. Io le immagini dello squalo volpe nel blu delle acque intorno a Daedalus Reef ce l’ho ben impresse nella mente e sono tra quelle che utilizzo per rilassarmi prima di un tuffo “fondo” in apnea.

Ma qui da noi, nel Mediterraneo, culla di civiltà, tendenzialmente li squali li facciamo secchi. Alla faccia delle civiltà. Catture accidentali, si dirà. E io dico (come rispondeva saggiamente in questi casi mio padre, ligure all’antica): “Sarà”.

Le facce dei pescatori sono un po’ troppo compiaciute, nelle foto che testimoniano la cattura. Vorrei proprio vedere dove è andata a finire questa carne (piena di mercurio, ndr). E vorrei sapere se la Capitaneria di Porto e le altre autorità compiono i giusti accertamenti riguardo queste catture “accidentali” di una specie ufficialmente considerata “vulnerabile” (come la maggioranza degli squali, del resto).

Ad ogni modo, la grande estinzione di massa ad opera dell’Homo sapiens prosegue con allegria e noncuranza. Con molte trasmissioni televisive, da Onda Blu a Pianeta Mare, a mostrare come epiche le immagini di mattanze di pesce condotte grazie alla pesca a strascico, che devasta per decenni vaste porzioni di fondali. Peggio di un bombardamento di B52. Ma le facce sono sorridenti, il sole è caldo, il cielo è blu e il mare anche, in queste trasmissioni.

Non pensate che queste catture significhino che gli squali sono abbondanti: sono rarissimi, specie nel Mare Nostrum. E saranno sempre meno, finché non faremo capire ai pescatori che, al di là della passione per il mare e i suoi abitanti, uno squalo vivo vale molto più di uno morto: pensate alle immersioni, all’apnea con gli squali, al turismo di superficie per chi non può entrare in acqua.

Sul punto, l’impegno del vostro affezionatissimo Mastro Sommerso e di Mastro Viaggiatore è sostanziale: non posso ancora anticipare nulla di concreto, ma stiamo lavorando su un’ipotesi seria e realistica di immersioni con squali nel Mediterraneo. State con noi e incrociate le dita.

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