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10 validi motivi per fiocinare un subacqueo

Sono molte le cattive abitudini che possono fare odiare collettivamente un subacqueo dal resto del gruppo. Vi sarà capitato, ne sono certo. E, non so voi, in base alla mia esperienza ho creato la mia lista personale, che condivido volentieri. Magari vi viene in mente qualcos’altro…

In ordine sparso, ecco le 10 abitudini subacquee più esecrabili, secondo la mia personalissima opinione.

1. Usare lo shaker – questo tremendo strumento di disturbo destinato ad attirare l’attenzione degli altri subacquei viene utilizzato compulsivamente da subacquei rimasti fermi agli anni ’90, che lo utilizzano per molestare ad ampio raggio subacquei e fauna marina, testando così la pazienza dei compagni d’immersione. Dovrebbero proibirne la vendita (principalmente per la sicurezza di chi lo usa).

2. Persecuzione di animali grandi e piccoli – tipo inseguire e toccare animali marini di ogni specie e dimensione. No, semplicemente no. Piuttosto, consiglierei di toccare la sorella o la madre.

3. Sputare nella maschera prima dell’immersione e poi risciacquarla nel secchio d’acqua d’uso comune – ora, io non sono schizzinoso, ma c’è un limite a tutto. E quando si supera questo limite, bisognerebbe obbligare questi gentili subacquei a bersi tutta l’acqua del secchio.

4. Arare il fondale come un’oluturia – Si sollevano nuvole di sabbia o fango, a discapito della visibilità di chi, nel gruppo, sta dietro.

5. Sparare la torcia in faccia ai buddies durante le immersioni notturne – già, non va bene, perchè passata la momentanea cecità causata dal raggio di luce, resta l’istinto omicida.

6. Procedere lento come un paguro attardandosi a fare foto – cari fotosub, ritardare il movimento di tutto il gruppo perché ci si attarda a fotografare ogni microscopica forma di vita bentonica può ridurre alla disperazione il buddy e il resto del gruppo di subacquei. È buona norma dirlo prima, eventualmente fare coppia con un altro fotografo, e in ogni caso non vincolare il resto del gruppo.

7. Pinneggiare sistematicamente in faccia al proprio compagno o sui coralli – ci sono subacquei che sembrano aver fatto propria la pinneggiata da rana in preda a convulsioni. Questi sub si specializzano nel colpire chi gli sta dietro o l’ambiente circostante: ho visto splendidi rami di corallo cresciuti in decine, forse centinaia di anni, mozzati in un secondo da tanto pinnate spasmodiche.

8. Spostare artatamente animali marini per ottenere una foto migliore – che finezza, che civiltà. Cosa si fa per la foto del secolo da mettere su Instagram o Facebook e che poi prende 3 “Mi piace”.

9. Non rispettare lo spazio d’immersione degli altri subacquei – tipo fare le corse superando gli altri per fotografare per primo la murena immobile nella tana. Oppure trovarsi metodicamente 1 cm sotto o 1 cm sopra gli altri. Rispettare lo spazio personale è importante, in buona parte del mondo animale: superati certi confini, infatti, alcuni animali diventano aggressivi e attaccano. Anche alcuni subacquei possono arrivare a farlo.

10. Non rispettare lo spazio in barca – idem come sopra, ma a secco: ergo non trattate la barca come il divano di casa durante lo svacco serale, depositando ovunque il vostro armamentario. Perché mani gentili potrebbero farlo rotolare fuoribordo.

Sono un subacqueo acido, lo confesso.

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