22 Giu IL GIGANTE DI ODAIBA: PERCHÈ DEVI VEDERLO PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
Per molti versi, spesso in Giappone la realtà supera l’immaginazione.
Per alcuni viaggiatori accade a Kyoto, davanti ai torii arancioni del Fushimi Inari all’alba. Per altri accade a notte fonda a Shibuya, in mezzo al fiume di gente che attraversa l’incrocio più famoso del mondo. Per altri ancora, invece, la fantasia sembra superare la realtà a Odaiba, quando alzano lo sguardo e si trovano davanti un robot di quasi 20 metri che li fissa in silenzio dalla piazza del DiverCity Tokyo Plaza.
Quella è la statua dell’Unicorn Gundam e dopo agosto 2026, non ci sarà più.
Chi è Gundam e perché è finito in mezzo a una baia
Per capire perché quella statua sia lì, e perché la notizia della sua partenza stia facendo il giro del mondo, bisogna fare un salto indietro al 1979.
In quell’anno il regista e animatore Yoshiyuki Tomino crea Mobile Suit Gundam, una serie animata destinata a cambiare per sempre il modo in cui il Giappone racconta la fantascienza. Non più robot invincibili e supereroi senza macchia: Gundam introduce mecha giganti pilotati da esseri umani ordinari, spesso giovani e impauriti, in mezzo a guerre spaziali dove non esistono buoni o cattivi assoluti. Un universo narrativo adulto, complesso, che nel tempo ha generato decine di serie anime, manga, romanzi e un mercato globale di modellini di plastica, i Gunpla, che vale miliardi.
La presenza di Gundam a Odaiba nasce nel 2009, quando per la prima volta una statua in scala reale del celebre RX-78-2 (il modello originale della serie) viene installata nell’isola artificiale nella baia di Tokyo, come evento temporaneo legato al trentesimo anniversario del franchise.
Il successo è immediato e travolgente.
Nel 2012 la statua torna a Odaiba, questa volta di fronte al neonato centro commerciale DiverCity, e diventa talmente popolare da rimanere esposta per cinque anni interi, ben oltre il programma originale.
Nel marzo 2017, il vecchio RX-78-2 viene smantellato. Ma Odaiba non resterà senza il suo gigante: sei mesi dopo, il 24 settembre 2017, viene inaugurata la statua che oggi possiamo ancora ammirare, l’RX-0 Unicorn Gundam, alta 19,7 metri e pesante circa 49 tonnellate, interamente costruita in metallo e rivestita da pannelli in vetroresina verniciati con pigmenti antigraffio.
L’Unicorn Gundam
Il modello scelto per questa seconda incarnazione non è casuale. L’RX-0 Unicorn Gundam proviene dalla serie Mobile Suit Gundam Unicorn, nata prima come ciclo di romanzi e poi adattata in una serie di episodi OVA di altissima qualità produttiva. Al centro della storia c’è Banagher Links, un giovane che si ritrova a pilotare un mobile suit straordinario, custode di un segreto — la Scatola di Laplace — capace di riscrivere l’equilibrio di potere della Federazione Terrestre.
Ciò che rende l’Unicorn Gundam visivamente unico è il suo sistema NT-D (Newtype-Destroyer): nella modalità “Unicorn” la statua si presenta bianca e composta, con un singolo corno sulla testa; nella modalità “Destroyer” il corno si apre, rivelando il classico stemma a V, e l’intera struttura si illumina di rosso.
Questa trasformazione è il punto di incontro tra narrazione e ingegneria. Ogni giorno, infatti, a orari prestabiliti, la statua esegue la trasformazione completa, le spalle si sollevano, la visiera si apre e fibre ottiche colorate illuminano le giunture. Dopo il tramonto, proiezioni video su grande schermo accompagnate da una colonna sonora epica rendono l’esperienza ancora più spettacolare.
Quando la cultura pop diventa un luogo
Alcuni monumenti rappresentano la storia di un paese, altri invece rappresentano chi siamo diventati, a livello di popolo, generazione e cultura.
Il Gundam di Odaiba appartiene alla seconda categoria.
Per i giapponesi nati tra gli anni ’70 e i ’90, Gundam non è semplicemente un cartone animato: è parte dell’infanzia, delle conversazioni con il padre, delle discussioni tra amici su quale pilota fosse il più forte. È il simbolo di come il Giappone abbia saputo trasformare il dolore della Seconda Guerra Mondiale in immaginario fantascientifico capace di parlare di pace, sacrificio e identità.
Per le generazioni successive, e per milioni di viaggiatori che ogni anno arrivano a Odaiba apposta per vederlo, il Gundam è un punto di contatto con la cultura pop giapponese, un luogo dove l’immaginario diventa reale e toccabile. La statua incarna quella capacità tutta nipponica di fare dell’intrattenimento una forma di identità collettiva.
In questo senso, stare ai piedi dell’Unicorn Gundam significa capire qualcosa di Tokyo e del Giappone che nessuna guida turistica riesce davvero a spiegare.
Agosto 2026: l’ultimo atto
Il 15 maggio 2026, durante la Gundam Conference Spring 2026, Bandai Namco ha annunciato ufficialmente che l’esposizione della statua dell’Unicorn Gundam si concluderà alla fine di agosto 2026. Dopo 8 anni e 11 mesi di servizio ininterrotto, il gigante bianco di Odaiba sarà smantellato.
Prima della rimozione, la statua riceverà una nuova veste celebrativa — la cosiddetta “final version” — con decal aggiornati e una serie di eventi commemorativi pensati per congedare nel modo giusto quella che è diventata una delle immagini più riconoscibili della Tokyo contemporanea.
Al momento Bandai non ha comunicato le ragioni della rimozione, né ha confermato l’arrivo di un successore diretto. L’unica notizia è il lancio del progetto Gundam Landmark Concept, una futura attrazione dedicata al franchise che dovrebbe vedere la luce nei prossimi anni, probabilmente in vista del 50° anniversario della saga nel 2029. Ma fino ad allora, Tokyo potrebbe restare senza un Gundam in scala reale, una prospettiva che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata impensabile.
Perché andare ora
Pianifica subito un viaggio in Giappone, questo è il momento di partire.
Una delle attrazioni più iconiche di Tokyo ha una data di scadenza precisa, e quella data è vicinissima. Vedere l’Unicorn Gundam dal vivo, di giorno quando la luce del sole esalta ogni dettaglio metallico, e poi di nuovo dopo il tramonto, quando le proiezioni lo trasformano in qualcosa di incredibile, è un’esperienza che entro la fine dell’estate 2026 non sarà più possibile.
Odaiba offre ovviamente molto altro, il Rainbow Bridge, il Museo del Teamlab, la vista sulla baia, ma il Gundam è il motivo per cui molti ci vanno e il momento per andarci è adesso.