Letture sparse sulla Russia. Seconda parte

Scrivendo questa lista di libri mi sono resa conto ancora una volta di quanto sia vasta, straordinaria, complessa e tormentata la Russia. Di quanto vorrei ancora conoscere la sua anima e di quanto ancora mi sfugga, di quanto devo ancora leggere e studiare e ascoltare per conoscerla (e che non finirò mai di farlo), di quanto ho dimenticato e ritrovato con l’occasione di scrivere queste poche righe.

Guerra e pace: Da che parte cominciare non saprei. Comincio col dirvi di non lasciarvi spaventare dalla lunghezza perché rischiereste di perdere troppo. Le vicende si svolgono sullo sfondo storico delle guerre napoleoniche, ampi spazi vi sono dedicati e vi assicuro che non li dimenticherete mai più. Meglio di un libro di storia! I personaggi diventano parte della tua vita o meglio tu diventi parte della loro. Ti senti come risucchiato da un mondo intero: guerra, amore, storia, psicologia, spiritualità, amicizia profonda, storie umane, drammi esistenziali. Il tutto descritto attraverso le vite di alcune famiglie aristocratiche: i Bolkonskij, i Rostov, i Kuragin e Pierre Bezuchov.

«Che cos’è? Sto cadendo? Mi cedono le gambe», pensò e cade sul dorso. Aprì gli occhi, sperando di vedere com’era finita la lotta dei francesi con gli artiglieri e desideroso di sapere se l’artigliere rosso era stato ucciso oppure no, se i cannoni erano stati presi ho salvati. Ma non vedeva nulla. Sopra di lui non c’era più nient’altro che il cielo- un cielo alto, non limpido, e tuttavia incommensurabilmente alto, con nuvole grigie che vi scorrevano piano. «Com’è tutto silenzioso, quieto e solenne, non come quando correvo, – pensò il principe Andrej, – non come quando correvamo, gridavamo e ci battevamo; non come quando il francese e l’artigliere si contendevano lo scovolo, con le facce furiose e spaventate: le nuvole scorrono in modo completamente diverso in questo cielo alto e infinito.  Ma come ho fatto a non vederlo prima, questo cielo alto, e come sono felice di averlo finalmente conosciuto. Sì! Tutto è vano, tutto inganno, tranne questo cielo infinito. Non c’è niente, niente all’infuori di questo. Ma non c’è neppure questo, non c’è nient’altro che silenzio, pace ritrovata. E grazie a Dio!… »

In Siberia: Un libro che racconta attraverso storie e incontri la Siberia dei primi anni Novanta. Colin Thubron è uno scrittore inglese che ha esplorato la Russia più volte. In questo libro descrive una Siberia che da poco aveva aperto le porte ai viaggiatori stranieri, una terra meravigliosa che però soffre profondamente il disfacimento post sovietico. Una terra troppo lontana e ignorata da Mosca e da tutta la Russia europea. Il suo viaggio comincia a Ekaterinburg e arriva fino alle propaggini estreme del paese verso il pacifico e verso l’Artico, incontrando tutta la varietà etnica e di tipi umani che vivono sotto l’immenso cielo della Russia. Non mancano pagine angoscianti e ironiche che si alternano alla descrizione della selvaggia bellezza di questa terra, che a volte però resta un po’ troppo sullo sfondo.

“Verso sera il vento cala, ed entriamo in un vuoto dorato. E’ questa la Siberia originaria, penso: la Siberia sfuggente, infinita, che perdurava come un inconscio geografico negli occhi dei primi viaggiatori. Il suo vuoto apparente era una lavagna pulita su cui scrivere. Per secoli sollevò dicerie e leggende, evocò ideali, suscitò paure. Persino il suo nome – una fusione mistica tra il mongolo siber, “bello, puro” e il tartaro sibir, “terra addormentata” – suggeriva l’immagine di un altrove vergine e in attesa. Hegel la collocò addirittura fuori dai confini della storia: troppo fredda e ostile per ospitare una vita significativa.”

Putin: Sergio Romano è un ex ambasciatore (di Italia a Mosca), storico ed analista politico. In questo libro analizza la figura di Putin, certamente controversa eppure così centrale negli equilibri geopolitici attuali.

 

 

 

 

 

 

 

L’Icona: Un libro d’arte, scritto in un linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori, ma certamente non una lettura leggera. Tuttavia l’icona rappresenta una forma d’arte importantissima in Russia, nonché estremamente suggestiva. Soprattutto se si pensa di visitare la Galleria Tret’yakov a Mosca – dove sono conservate le più preziose e famose – ne consiglio la lettura per apprezzare in modo più profondo questi capolavori. L’icona è una forma di arte religiosa che nasce con il cristianesimo stesso, il libro inizia col tracciare i riferimenti storici della sua nascita e gli elementi filosofici e teologici che ne stanno alla base, per poi spiegarne gli elementi estetici e le tecniche di realizzazione. E’ vero, io l’ho studiato per un esame universitario quindi non è un libriccino di quelli che si leggono in spiaggia, ma è un saggio imperdibile per affacciarsi su questa forma d’arte così tipica dell’Oriente cristiano e dopo averlo letto capirete il fascino che emana.

 

 

 

Note invernali su impressioni estive: Un Dostoevskij che si interroga sul rapporto tra Russia ed Europa e sul modo in cui la Russia vede l’Europa. Grandi interrogativi che prendono le mosse dal primo viaggio fatto in Europa nel 1862. Ci appare polemico, colmo di pregiudizi – a cui peraltro si sforzerà di trovare conferme – impegnato nel tentativo di capire perché l’Occidente sia così tanto decantato dai suoi connazionali. E alla fine del suo viaggio la conclusione sarà che questa terra è luogo di perdizione e che la Russia debba trovare in sé stessa la forza del rinnovamento e la costruzione della propria grandezza. Ma ritroviamo anche il solito Dostoevskij che riflette sui principi morali e sociali, sull’uomo e su sé stesso. Un libro pervaso da una sottile ironia.

 

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