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La Valle di Torysh

C’è un momento, mentre ci si avvicina alla Valle di Torysh, in cui non si riesce a fare a meno di fermarsi. Certo, il panorama nel Mangystau kazako è incredibile e spesso lascia senza fiato, ma in questo caso ci si deve fermare per un altro motivo.

Quello che si ha davanti agli occhi sembra non avere senso. La steppa è steppa: piatta, asciutta, infinita, e poi, all’improvviso, centinaia di sfere di pietra. Sparse ovunque, come tante biglie giganti.

Il posto che non ti aspetti

Il Kazakistan occidentale è già di per sé un posto che ribalta le prospettive. La regione del Mangystau, che per intenderci è quella striscia di terra tra il Mar Caspio e il deserto, è uno dei luoghi che l’Asia Centrale tiene nascosti ai più, come un asso nella manica. Canyon di gesso bianchi, montagne che sembrano sculture e moschee scavate nella roccia.

La Valle Torysh, conosciuta anche come la “Valle delle Sfere“, si trova proprio qui, in mezzo a tutte queste meraviglie geologiche. Si raggiunge da Aktau, la città portuale sul Mar Caspio, percorrendo circa 105 km su asfalto verso il villaggio di Tauchik, per poi prendere una strada sterrata di 7-8 km. Senza un 4×4 è molto difficile arrivarci, e forse è anche per questo motivo che ci piace, non è un posto per tutti (nel senso buono del termine).

C’era una volta un oceano

Quando ci troviamo lì in mezzo, la domanda è inevitabile: ma come si sono formate?

Queste sfere sono nate sul fondo dell’antico Oceano Tetide, lo stesso mare preistorico che occupava gran parte dell’Asia Centrale prima che le placche tettoniche decidessero di rimescolare le carte. Minerali disciolti nell’acqua si sono depositati lentamente attorno a piccoli oggetti come conchiglie e frammenti di roccia, strato dopo strato, per milioni di anni. L’ambiente uniforme del fondale ha poi fatto il resto, rendendone possibile la crescita in modo simmetrico e creando una sfera quasi perfetta.
Poi il fondo del mare si è sollevato. Le rocce più tenere si sono erose e le sfere sono rimaste lì, esposte al vento e alla luce.

Oggi ce ne sono migliaia. Alcune grandi come una macchina, altre più simili a un pallone da calcio. Alcune sono spaccate in due, appiattite e altre ancora sembrano essersi fuse insieme. Le dimensioni vanno da 1 a 3 metri di diametro.

L’effetto d’insieme è straniante.

La leggenda della loro creazione

I Kazaki hanno la loro versione di come si sono create, naturalmente. Si racconta che la regione del Mangystau, un tempo fosse bersaglio di attacchi continui. La gente pregò il cielo chiedendo aiuto, e il cielo rispose trasformando gli invasori in pietra.

Quando si cammina tra le sfere, in silenzio e con il vento che soffia tra le pietre e nessun altro in circolazione, questa storia non sembra poi così lontana e incredibile.

Certi posti ti mettono in uno stato mentale in cui il confine tra leggenda e realtà si fa sottile.

Torysh è sicuramente uno di quelli.

Come organizzare la visita

La valle di Torysh si visita comodamente con una gita di un giorno da Aktau, e si abbina benissimo ad altre meraviglie del Mangystau che si trovano lungo la stessa rotta.

A circa 50 km a ovest c’è la Moschea di Shakpak-Ata, un santuario sufi scavato nella roccia calcarea risalente tra il X e il XII secolo. A 60 km a est, invece, si trovano le formazioni di Kok-Kala e la montagna Sherkala, quella che i locali chiamano la Sfinge del Mangystau per la sua forma che ricorda una iurta gigante.

Le stagioni migliori per vedere la Valle delle Sfere sono la primavera (aprile-maggio) e l’autunno (settembre-ottobre). L’estate può essere brutale: temperature oltre i 40°C e pochissima ombra. L’inverno, invece, è tecnicamente possibile, ma il freddo e le strade ghiacciate non sono un’ottima combinazione per i viaggiatori.

Un viaggio che ne vale mille

Siamo onesti: il Kazakistan non è una destinazione che si sceglie per comodità. Le distanze sono grandi e le infrastrutture fuori città sono quelle che sono.  Ma è esattamente per questo che certi angoli del paese (Torysh compreso) ti rimangono dentro.

Ci sono posti nel mondo che ti fanno sentire piccolo in senso spiacevole, ti danno l’impressione di essere schiacciato.

E poi ce ne sono altri che ti fanno sentire piccolo in modo meraviglioso: ti ricordano che il mondo è antico, immenso e pieno di cose che non ti saresti mai aspettato di trovare.

La Valle di Torysh è assolutamente nella seconda categoria.

Sessanta milioni di anni di storia della Terra, distesi davanti a noi, silenziosi e rotondi, come se fossero una grande partita di biglie mai finita.

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