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Le qala della Corasmia: le fortezze nel deserto dell’Uzbekistan

La strada che porta verso le fortezze della Corasmia attraversa un paesaggio che sembra vuoto solo in apparenza. Sabbia compatta, cespugli bassi, un orizzonte che si sposta lentamente. Ogni tanto compaiono tracce di irrigazione antica, canali asciutti e terreni livellati a mano.

È qui, nel nord dell’Uzbekistan, che per secoli ha resistito uno dei regni più longevi dell’Asia centrale.

Le qala sono ciò che resta di quel mondo.

Cos’è la Corasmia

Prima di arrivare alle fortezze, conviene capire dove ci si trova davvero.

La Corasmia è una regione storica, una pianura fertile tra il deserto del Kyzylkum e il corso dell’Amu Darya.

Per secoli è stata un’isola agricola resa possibile da un sistema di canali che deviava l’acqua del fiume verso i campi.
Qui si è sviluppato uno dei regni più duraturi dell’Asia centrale. La Corasmia è esistita in forme diverse per oltre duemila anni, attraversando imperi e religioni. Zoroastriani, buddisti, musulmani, tutti sono passati da qui.
Questo per via della posizione strategica: a nord le steppe, a sud la Persia. Le carovane trovavano qui un punto di sosta e controllo, e le qala servivano per proteggere le terre coltivate e a mantenere il potere locale.

Cosa sono le qala

Le qala non sono castelli nel senso europeo, non hanno torri decorative né facciate eleganti.

Sono strutture massicce in mattoni crudi, costruite per difendere e resistere. Oggi sembrano crescere nel deserto, come parte del terreno.

Le cinque più note si trovano lungo quello che un tempo era il corso dell’Amu Darya, e, anche se oggi il fiume scorre più lontano, le strutture sono rimaste ferme e immutate.

In realtà, nella regione sono state censite oltre cinquanta fortezze, qui di seguito ci sono quelle più accessibili e studiate.

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Ayaz Qala

Ayaz Qala è la prima che si incontra. Si tratta di tre fortezze sovrapposte, costruite in epoche diverse. La più alta si può raggiungere a piedi, salendo lungo un ripido sentiero.

Da quell’altezza si poteva controllare tutto: il deserto, le carovane, i movimenti delle tribù.
All’interno non resta un granché, se non stanze vuote, corridoi bassi e nicchie.

Toprak Qala

Toprak Qala era una vera capitale tra il I e il IV secolo. Una vera e propria città fortificata, dove vivevano funzionari, soldati, artigiani e c’erano palazzi, templi e magazzini.
Gli scavi hanno restituito affreschi, archivi su legno e oggetti di uso quotidiano.

Questa qala era, quindi, sede di un potere non solo militare, ma anche politico.

Kyzyl Qala

Kyzyl Qala si distingue dalle altre per il colore rossastro dei mattoni con cui è stata costruita.

Probabilmente era una residenza fortificata, compatta e con torri angolari ben visibili. Vista dall’esterno sembra aver resistito bene al passare del tempo, ma all’interno è quasi completamente vuota.

Akchakhan Qala

La fortezza di Akchakhan Qala è la più antica e risale a oltre duemila anni fa. Le mura sono crollate in più punti e i tumuli di terra che si scorgono sono quello che rimane di ciò che un tempo erano stanze.

Qui sono state trovate tracce di templi zoroastriani e rituali antichi.

Janbas Qala

Janbas Qala sorge su un’altura naturale ed è costruita su pianta irregolare in modo che si potesse adattare al terreno sul quale ancora sorge. Presenta, infatti, mura dalle curve insolite e per difendersi sfruttava molto la conformazione del luogo sul quale era stata costruita.

Visitare una qala oggi

Le cinque qala non fanno parte di un percorso organizzato, non ci sono biglietti, orari o pannelli esplicativi. Si arriva in auto, spesso con un autista locale, si scende e si cammina.

Il silenzio e lo spirito d’avventura fanno sicuramente parte dell’esperienza.

Perché le qala sono importanti

Per secoli la Corasmia è stata un punto di passaggio tra la Persia, le steppe e il mondo turco. Da qui passavano merci, persone e idee.

Oggi restano muri.

Il vento entra nelle stanze vuote. La sabbia si accumula negli angoli.

Le qala sono un sistema difensivo spezzato e solo guardandole una dopo l’altra si capisce come funzionava il territorio.

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