Letture sparse sulla Russia. Prima parte

La Russia è un enorme e complesso Paese, mi piace definirla una matrioska. Scrutarne l’anima prima di partire, a mio avviso, permette di vivere il viaggio con occhi diversi e uno sguardo più attento. La sua cultura molto diversa dalla nostra, la sua storia travagliata, le mille sfaccettature di una terra così piena di contrasti, perfino le sue abnormi dimensioni, sono difficili da carpire e, fino in fondo non lo si potrà mai fare. “Non si può capire la Russia con la mente | nella Russia si può solo credere.” scriveva Fëdor Ivanovič Tjutčev.

Ho preparato un elenco di libri che potete leggere prima di partire per un viaggio in Russia, se lo desiderate. Non solo la grande letteratura classica, ma anche saggi, reportage, racconti di viaggio fino ai libri di arte (un po’ inconsueti). Non prendetela come una raccolta esaustiva, sono solo un personalissimo suggerimento selezionato tra le mille letture fatte personalmente.

E dunque…

Il Maestro e Margherita: Una pietra miliare della letteratura russa e non solo, forse uno dei miei libri preferiti in assoluto. Un libro di una profondità totale per i temi trattati in cui si mescolano satira, amore, denuncia, ironia. Mosca assume un sapore tutto particolare dopo averlo letto, andrete alla ricerca di tutti i luoghi iconici del romanzo, garantito! Un vero e proprio show di una strana combriccola composta nientemeno che dal Diavolo in persona e i suoi demoni più fidati che sconvolgeranno la vita di una grigissima Mosca all’epoca di Stalin, immobile, corrotta- inteso soprattutto come corruzione dell’anima- e burocratizzata. Fantastica la scena iniziale del libro con la conversazione tra lo straniero Voland/Diavolo, Berlioz e il poeta Ivan Bezdomnyj. Esiste anche una serie tv di produzione russa (sottotitolata in italiano), molto bella e fedelissima al libro.

“Se non ho sentito male, lei stava dicendo che Gesù non è mai esistito?” chiese cortesemente lo straniero. “No, non ha sentito male” disse Berlioz. “Ah, com’è interessante!, e, scusate se sono importuno, voi oltretutto non credete neppure in Dio? – fece gli occhi impauriti e aggiunse – giuro che non lo dirò a nessuno”. “Sì, noi non crediamo in Dio, siamo atei – rispose Berlioz sorridendo della paura del turista straniero – ma se ne può parlare con assoluta libertà”. A questo punto il forestiero si alzò e strinse la mano all’allibito direttore dicendo: “Permetta che la ringrazi di tutto cuore dell’informazione che per me, viaggiatore, è eccezionalmente interessante! – e lo straniero volse lo sguardo impaurito alle case attorno, quasi temesse di vedere un ateo ad ogni finestra – ma ecco il problema che mi turba: se Dio non esiste, allora, mi domando, cosa dirige la vita umana e in generale tutto l’ordine della terra?” “L’uomo stesso li dirige” si affrettò a rispondere Bezdomnyj irritato. “Chiedo scusa – replicò dolcemente lo sconosciuto – ma per dirigere bisogna per questo avere un piano preciso per un periodo di tempo almeno rispettabile. E come può dirigere l’uomo, se non soltanto gli manca la possibilità di fare un piano anche per un periodo di, poniamo mille anni, ma non può disporre neppure del proprio domani? Immagini che lei, ad esempio, cominci a dirigere, a disporre di sé e degli altri, insomma a prenderci gusto, quando improvvisamente le capita… eh… eh… un sarcoma al polmone – e lo straniero socchiuse gli occhi come un gatto – ed ecco che tutto il suo dirigere è finito! Nessun destino, a parte il suo, le interessa più. I parenti cominciano a mentirle mentre lei si precipita prima dagli specialisti, poi dai ciarlatani, se non addirittura dalle chiromanti. E alla fine, colui che s’immaginava di dirigere qualcosa si trova a giacere in una cassa di legno, e gli altri lo cremano in un forno. E capita anche di peggio! Uno ha appena deciso di andare in villeggiatura, un progetto da nulla, sembrerebbe, ma non può attuare nemmeno quello perché tutt’un tratto scivola e finisce sotto un tram!” disse lo sconosciuto strizzando l’occhio a Berlioz, che effettivamente aveva deciso di andare in villeggiatura.”

Le Notti Bianche: La profondità psicologica dei personaggi della grande letteratura russa è strabiliante. E’ fondamentale la lettura dei classici per affacciarsi sull’anima russa. Le notti bianche è un libro altamente psicologico che in poche pagine sonda il tema dell’alienazione con una attualità incredibile. Le vicende si svolgono a San Pietroburgo nelle lunghe notti d’estate quando il sole continua ad emanare i suoi bagliori anche di notte. Leggetelo e poi anche Piter avrà un sapore diverso!

“Era una notte incantevole, una di quelle notti come ci possono forse capitare solo quando siamo giovani, caro lettore”.

 

 

 

La Guerra non ha volto di donna: Un libro toccante, fatto dalle voci di donne che raccontano la Seconda Guerra mondiale. L’autrice ne intervista decine per quasi due anni, raccogliendo preziose testimonianze. La guerra viene vissuta e spiegata con una emotività tutta femminile. Le protagoniste sono poco più che ragazzine quando si arruolano per difendere la patria e gli ideali della loro giovinezza. Una guerra un po’ meno eroica forse, ma vera, terribile, in realtà altrettanto eroica e che rende l’idea di che cosa abbia significato questo conflitto per la Russia.

“La guerra per le donne è un’altra cosa rispetto ai maschi. Mi hanno colpito le parole di una ex soldatessa sovietica che dopo una battaglia è andata a vedere il campo dove giacevano i morti e i feriti. Diceva: c’erano ragazzi, bei giovani, russi e tedeschi, mi dispiaceva ugualmente per tutti quanti. La morte e il dolore non conoscono differenze tra gli esseri umani. Ma lo sanno solo le donne.”

Si..c’è scritto La Guerra non ha volto di donna! Non ce l’ho in italiano :))

 

Bagliori a San Pietroburgo: Un modo insolito di raccontare San Pietroburgo attraverso i ritratti e le anime di grandi personaggi che hanno reso mitica questa città elegante, malinconica e fiera, un polo culturale europeo importantissimo. Scrittori, musicisti, artisti, intellettuali sono i protagonisti. Una San Pietroburgo dipinta con poche pennellate fatte delle storie dei suoi grandi. Un libro che deve essere assaporato lentamente ed approfondito attraverso ricerche ed ascolti (fatelo perché vi aprirà una finestra sulla Russia).

“Tutto è letteratura in questa città, tutto è musica. Anzi, sono la letteratura, la musica, l’arte figurativa, il balletto, il teatro a sprigionare il bagliore che emana questa città.”

Tra l’altro adoro le edizioni Iperborea con questo formato rettangolare molto particolare e le atmosfere nordiche degli autori pubblicati

 

A tra poco con la seconda parte…

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