Motivi per cui devi visitare la Georgia

Perché è un Paese tanto piccolo quanto intrigante e dotato di una varietà meravigliosa e semplicemente unica. Tanta bellezza racchiusa nelle montagne mozzafiato del Caucaso e nella varietà di paesaggi impressionante, nell’arte antica, nella calorosa ospitalità del suo popolo, nelle tradizioni secolari custodite gelosamente. Stretto tra est e ovest è luogo diverso eppure affine, dove è impossibile non sentirsi a casa ma allo stesso tempo vivere esperienze diverse ed avvincenti.

Ma procediamo con ordine. Ecco le mie personali motivazioni che ovviamente affondano le loro radici nella mia personale sensibilità e passione. Ma sono sicura che questo Paese non potrà deludervi.

Le imponenti montagne del Caucaso

Il Caucaso è una catena montuosa dai picchi altissimi. Un immenso susseguirsi di valli e cime, gole e creste, ghiacciai, stretto tra due mari: il Nero e il Caspio. Molte montagne superano in altezza il Monte Bianco e la montagna più alta, il monte Elbrus in Russia, supera i 5000 mt. Il complesso montuoso attraversa ben sei paesi: Georgia, Armenia, Iran, Turchia, Azerbaigian e Russia. Potete immaginare la varietà etnica, linguistica e culturale delle popolazioni che ci vivono. Questo ne fa un territorio tormentato da battaglie e problemi che non riescono ad essere sanati nemmeno oggi. Con il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991 sono esplosi diversi scontri sanguinosi, basti pensare al Nagorno-Karabakh, o alle contese tra Russia e Georgia in Abkhazia e Ossezia meridionale. Trattandosi di una regione molto estesa gode di una grande varietà paesaggistica e di fauna. Qui vivono molte delicate specie di animali come la raganella Hyla arborea schelkownikowi, il leopardo del Caucaso o la capra del Bezoar. Il Caucaso è uno scrigno naturale che custodisce preziosi chiese e monasteri inconfondibili. La leggendaria Strada militare georgiana da sola vale un viaggio in Caucaso. Un lungo percorso di 200 km che congiunge Tbilisi a Vladikavkaz. Lungo questa strada si possono incontrare antiche chiese, fortezze e memoriali sovietici circondati da panorami incredibili e montagne leggendarie.

Tra meraviglie medievali e paleocristiane e il cemento sovietico

Il cristianesimo è giunto in Georgia molto presto. Insieme all’Armenia questo piccolo paese è rimasto un’isola cristiana in un’area dominata dall’Islam. Già intorno al 327 d.C. era stato adottato come religione nazionale attraverso la predicazione di Santa Nino e la conversione di Re Mirian e della sua sposa, la regina Nana. Chiese e monasteri favolosi si ergono abbarbicati in posizioni elevate circondati da scenografiche montagne. Qui si possono trovare meraviglie paleocristiane conservate quasi intatte (se considerate che in Italia invece molte le troverete rimaneggiate dal Barocco mannaggiaaloro!!). L’impareggiabile cattedrale di Svetitskhoveli, il Monastero di Jvari, la chiesa di Gergeti che si può considerare la cartolina simbolo della Georgia, i villaggi turriti del Caucaso sono solo alcuni esempi. Il patrimonio architettonico del periodo sovietico mette in evidenza tutte le peculiarità della Georgia, che si porta dietro un’eredità dal taglio brutalista e modernista ma in cui non mancano i tentativi di affiancare elementi più tradizionali dell’architettura georgiana. Lungo la strada militare georgiana, si trova il Monumento all’Amicizia dei Popoli di Russia e Georgia. La bellissima cittadina di Gori dove sovietico e antico convivono. Chiatura, ex città mineraria conserva le funivie dell’era sovietica. Nella capitale di segni dell’epoca del socialismo ne sono rimasti parecchi, dalla torre della televisione ai mosaici della metropolitana, la fiera statua di Madre Georgia e le preziose opere di Zurab Cereteli. Ma Tbilisi è una città in pieno fermento e le opere dei super architetti odierni punteggiano la città in mezzo a tutte le stratificazioni storiche. Insomma in Georgia non ci si annoia!

Il cibo

La cucina georgiana è ricca e variegata come i climi delle diverse regioni del paese, come i popoli che sono passati da questa terra. Sul Mar Nero si possono trovare frutti tropicali, la regione di Kakheti è una regione vinicola, nelle montagne ci sono pascoli fecondi, viene coltivata una grande varietà di frutta e verdura. Qui sono arrivate influenze classiche, turche asiatiche, indiane e russe. E’ una cucina talmente varia che accontenta tutti i gusti, dagli amanti delle carni ai vegetariani e soprattutto è di ottima qualità. Gli ortaggi sono diffusissimi: spinaci, melanzane, barbabietole, cavoli, peperoni, pomodori, patate, porri. Li potete trovare sotto forma di insalatine, marinati, come involtini (di melanzane soprattutto (badrijani)), stufati (ajapsandali) e in molte altre preparazioni. Ma una delle più deliziose sono i pkhali, delle polpette di verdure arricchite con noci, cipolle, aglio, chicchi di melograno e succo di limone. Non mancano le zuppe: chikhirtma e kharsho, prevalentemente a base di pollo (ma a volte di altre carni). Spezie (tantissimo coriandolo ovunque, pepe) e una varietà straordinaria di erbe aromatiche fresche (santoreggia, prezzemolo, alloro, fieno greco, basilico, menta) insaporiscono ogni piatto. Spesso vengono anche usate salsine deliziose a base di prugne (il ketchup locale tkemali) o piccanti o aromatiche a base di basilico violetto e calendula. Se invece vi piacciono le carni succulente c’è di tutto dagli immancabili shashlik, spiedini di carne marinata e grigliata, ai brasati alle polpette piccanti (abkhazura un piatto tipico dell’Abkhazia). I cavalli di battaglia della cucina georgiana sono khachapuri (una focaccia farcita di cui esistono innumerevoli versioni a seconda della regione tutte incredibili) e khinkhali (dei grossi ravioli che possono essere di carne, funghi o formaggio). I pascoli di montagna e i boschi arricchiscono la cucina di formaggi e funghi che si ritrovano in molti piatti. Insomma, la Georgia è un po’ un paradiso dei golosi, qui nessuno fa la fame! Qualsiasi siano le sue inclinazioni culinarie.

Atmosfere musicali

La musica in Georgia ha radici ancestrali. Il canto polifonico nel Caucaso è presente almeno dal IV secolo a.C., ma potrebbero essere addirittura più antiche visto che questa area è abitata fin dall’età della Pietra. E’ un canto in coro di due o più voci e la melodia è ricca e complessa. Ogni regione ha la sua tradizione e tutte vengono custodite con grande cura e amore. E soprattutto anche i giovanissimi contribuiscono a conservare con orgoglio la tradizione canora del proprio paese. Provate a guardare su You Tube qualche video del Trio Mandili e non ne potrete più fare a meno. Io adoro questa. Il canto pervade tutta la vita di un georgiano dalla nascita alla morte e in tutte le attività della vita. Ci sono i canti da tavola (supruli) e per gli immancabili brindisi (mravalzhamier), i canti per il lavoro (naduri), quelli epici, quelli di chiesa, i canti natalizi (alilo). L’opera straordinaria di Filimon Koridze ha permesso di recuperare l’immenso patrimonio del canto liturgico georgiano raccogliendo migliaia di pezzi. Mstislav Rostropovich disse: “Ogni cosa canta in Georgia, la gente, le montagne, i fiumi, il cielo e la terra. Non esiste una polifonia simile a questa altrove. Ascoltarla anche solo una volta ti fa gustare il sapore dell’eternità”. You Tube è una vera miniera di musica georgiana. Provare per credere!

Una curiosità di epoca sovietica: C’è un film, Mimino, del regista Georgij Danelija che racconta le avventure a Mosca di un pilota di elicotteri georgiano le cui musiche hanno conquistato tutta l’Unione Sovietica, in particolare il tema “chito-gvrito“.

La storia intricata

Crocevia tra Occidente e Oriente e stretta tra imperi più grandi di lei, la Georgia ha sempre lottato per la sua indipendenza e sofferto per conservare caparbiamente le sue tradizioni. La storia è millenaria. Tra le primissime testimonianze umane ci sono gli ominidi di Damanisi. Si sentono le influenze greche e il mito di Giasone che insieme agli argonauti giunse qui alla ricerca del “vello d’oro”, ci sono primi regni cristiani seguiti all’opera missionaria di Santa Nino, ma non mancò nemmeno la dominazione araba. Due grandi sovrani furono Davit Aghmashenebeli che liberò la Georgia dai Turchi Selgiucidi e riunì i vari principati sotto un’unica corona e la regina Tamara il cui regno segnò l’età d’oro georgiana. Dopo secoli di dominazione straniera da Tamerlano agli imperi Ottomano e Persiano, solo al tempo degli ultimi esponenti della famiglia dei Bagrationi, la Georgia riscoprì per breve tempo l’indipendenza. Durò poco, perché poi arrivarono l’annessione all’Impero russo prima e il periodo sovietico poi. Oggi la Georgia è un paese che guarda alla ricostruzione della sua politica ed economia, segnato dalle guerre con le regioni separatiste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del sud sostenute dalla Russia, ma che anela all’Unione Europea.

Vino georgiano

Circa 8.000 anni fa. Queste sono le prime testimonianze archeologiche della vinificazione in Georgia. In un territorio così piccolo ci sono decine e decine di varietà autoctone: saperavi, vanis chkhaveri, tsiska, krakhuna, sono davvero tantissime! Per darvi un’idea dell’importanza della vite in Georgia si dice che la croce indossata da Santa Nino fosse fatta proprio di legno di vite. Durante il periodo sovietico i vini georgiani erano i preferiti dai cittadini di tutta l’Unione. Oggi ci sono migliaia di piccoli produttori e anche monaci vecchi e barbuti dei monasteri, come quello di Alaverdi, che producono vino in tradizionali grandi anfore interrate di terracotta, le kvevris. Dal 2008 il vino in anfora georgiano è un presidio Slow Food. Il vino, insieme al chacha sono i protagonisti della supra, il sontuoso banchetto dalle innumerevoli portate fredde e calde e innaffiato dai brindisi del Tamadà, il leader della tavola che deve condurre tutti gli arzigogolati brindisi all’amicizia, a Dio, alla patria, ai Santi, all’amore ecc… Il vino non dovrebbe essere sorseggiato ma bevuto alla goccia. In Georgia non puoi proprio evitare di bere…

La genuina accoglienza

L’ospitalità georgiana vi travolgerà con una genuinità disarmante.

L’ospite è veramente sacro e considerato un dono di Dio. Troverete sempre qualcuno disposto ad aiutarvi se siete in difficoltà. Troverete sempre chi vi accoglierà a braccia aperte con tutto, ma proprio tutto quello che ha, nella propria casa povero o ricco che sia.

Per me, che considero il contatto con la gente del posto uno degli aspetti fondamentali del viaggio, credo che questo possa essere considerato uno dei principali motivi per visitare questo magnetico paese caucasico.

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