22 Gen Borobudur, il più grande tempio buddista al mondo
Quando i cancelli aprono, l’aria a Borobudur è ancora fresca. I primi visitatori camminano in silenzio, in piccoli gruppi, accompagnati da una guida, oppure singolarmente, con i nasi all’insù e gli occhi puntati verso il tempio.
Da vicino, Borobudur non ha un fronte preciso. Non esiste un punto giusto da dove osservarlo, perché appare come una collina di pietra costruita a mano, con gradini che salgono in modo regolare. La sua pianta la si comprende solo camminandoci attorno, girando e continuando a salire.
Dove si trova e com’è fatto Borobudur
Borobudur si trova nella parte centrale di Giava, nella valle di Kedu, a circa un’ora di strada da Yogyakarta. Il tempio è circondato da risaie e piccoli villaggi. Sullo sfondo, nelle giornate più limpide, si distinguono i profili di Merapi e Merbabu, due dei numerosi vulcani presenti in Indonesia.
Il tempio è composto da nove terrazze sovrapposte. Le prime sei sono quadrate, le ultime tre circolari e in cima c’è una grande piattaforma centrale. Il percorso segue una spirale; si cammina lungo dei corridoi che girano attorno alla struttura, poi si sale e si ricomincia.

Lungo questi corridoi si sviluppano oltre duemila pannelli scolpiti nella pietra. Raccontano episodi della vita del Buddha, ma anche scene di vita quotidiana, come persone e animali al lavoro o barche cariche di merci che navigano su acque placide. Osservarle è come sfogliare un archivio visivo della Giava medievale.
Salendo, i rilievi lasciano spazio a decine di stupa traforati. All’interno di ciascuno c’è una statua del Buddha seduto in meditazione. Alcune sono integre, altre hanno subito dei danni nei corso dei secoli e le parti mancanti non sono mai state ricostruite.
La storia di Borobudur: costruzione, abbandono e riscoperta
Borobudur fu costruito tra l’VIII e il IX secolo durante il regno della dinastia Syailendra, quando il buddhismo aveva un ruolo centrale nella regione.
Poi, per ragioni che non sono ancora del tutto chiare, Borobudur venne abbandonato e intorno al X secolo si persero completamente le sue tracce. Cambiamenti politici, spostamenti dei centri di potere, l’avanzata dell’Islam, le eruzioni vulcaniche: tutto contribuì al suo progressivo isolamento. La vegetazione iniziò ad avanzare e la cenere delle eruzioni si depositò strato dopo strato sulle pietre nude del tempio, e fu così che per secoli, il tempio rimase nascosto.
All’inizio dell’Ottocento, durante il periodo coloniale olandese, venne segnalata l’esistenza di una grande struttura sepolta nella giungla. Poco per volta, i primi scavi portarono alla luce gradualmente il monumento.
Le condizioni del tempio erano ovviamente precarie, molti bassorilievi erano danneggiati e alcune parti della struttura rischiavano di crollare.
Nel Novecento iniziarono i restauri su larga scala, che culminarono con un grande intervento internazionale negli anni Settanta.
Nel 1991, Borobudur venne inserito nella lista dei patrimonio UNESCO e da allora è uno dei siti culturali più importanti dell’Indonesia.

Visitare Borobudur oggi
Oggi, Borobudur è una meta molto frequentata. La maggior parte dei visitatori arriva da Yogyakarta con tour organizzati. Le terrazze inferiori sono le più affollate, soprattutto nelle ore centrali della giornata.
Salendo, la folla si distribuisce meglio. I corridoi sono stretti e questo impone un ritmo più lento e così anche chi ha fretta finisce per adattarsi e a godersi maggiormente ciò che li circonda.
Il contesto naturale resta ancora oggi un presenza fissa e concreta: nel 2010 il tempio è dovuto rimanere chiuso per mesi a causa di una grande eruzione del vulcano Merapi. Per questo motivo la manutenzione del sito archeologico è costante.
Una volta l’anno, durante il Vesak, Borobudur ritorna a essere un luogo rituale. I monaci arrivano in processione da altri templi della zona, come Mendut e Pawon. Portano candele, fiori e bandiere e, in alcune funzioni serali, vengono lanciate lanterne nel cielo buio.
Come raggiungere Borobudur
Il punto di partenza più comune è Yogyakarta. Da qui si può arrivare in circa un’ora di macchina o scooter. Esistono anche dei bus locali, taxi o tour organizzati che portano al tempio.
Il sito archeologico è ben segnalato e l’ingresso è regolato con biglietti a fasce orarie. Negli ultimi anni sono state introdotte limitazioni al numero di persone che possono salire sulle terrazze superiori, a protezione della struttura.
Uscendo dal tempio
Quando si scende dall’ultimo livello del tempio, si torna al piano terra tra bancarelle di souvenir, parcheggi di motorini e piccoli bar.
Il passaggio è netto.
Borobudur resta alle spalle, identico a prima. Da oltre mille anni sostiene lo stesso gesto, quello di salire, girare, osservare e poi scendere.
Tutti percorrono lo stesso tragitto, ma ognuno ne esce in modo diverso.