07 Mag TORRES DEL PAINE, IL TREKKING CHE CAMBIA LA PROSPETTIVA
Ci sono posti che sembrano esistere davvero solo quando ci si arriva davanti. Torres del Paine è uno di questi.
Non importa quante fotografie tu abbia visto: la prima volta che alzi gli occhi verso le tre torri di granito che dominano il lago glaciale ai loro piedi, hai la sensazione molto concreta che nessuna immagine fosse riuscita a raccontare le dimensione, la maestosità e il silenzio di quel luogo.
La Patagonia ha questo effetto. Ridimensiona tutto: le distanze, il tempo, perfino il ritmo con cui si cammina. La cosa sorprendente è che Torres del Paine non è riservato agli alpinisti o agli ultra-runner. Il parco nazionale offre sentieri per quasi ogni livello di esperienza da escursioni di poche ore fino a trekking di più giorni attraverso vallate, ghiacciai e passi battuti dal vento.
Dove si trova e come arrivare
Torres del Paine si trova nell’estremo sud del Cile, nella regione di Magallanes, a circa 150 km da Puerto Natales, la piccola città che rappresenta la base logistica per quasi tutti i viaggiatori diretti al parco.
L’aeroporto più vicino è Punta Arenas, collegato quotidianamente a Santiago del Cile. Da lì si prosegue via terra verso Puerto Natales e successivamente verso gli ingressi del parco. Già durante il trasferimento si inizia a capire dove si sta andando: strade vuote, steppe infinite, guanachi lungo la carreggiata e un vento così costante da piegare gli alberi nella stessa direzione.
W Trek o O Trek: quale scegliere?
All’interno del parco esistono decine di sentieri, ma due trekking sono diventati iconici: il W Trek e l’O Trek, chiamato anche Circuito Paine.
Sono due esperienze molto diverse.
Il W Trek è il modo più accessibile per entrare nel cuore del parco. L’O Trek, invece, è un’immersione completa nella Patagonia più remota e meno frequentata. La scelta dipende soprattutto dal tempo disponibile, dalla preparazione fisica e da quanto si è abituati a camminare per più giorni consecutivi con uno zaino sulle spalle.
W Trek
Il W Trek è il percorso classico di Torres del Paine e rappresenta la scelta ideale per chi affronta il primo trekking di più giorni in Patagonia.
Il sentiero attraversa alcuni degli scenari più spettacolari del parco:
- il Mirador Base Torres
- la Valle del Francés
- il ghiacciaio Grey
- i laghi color turchese alimentati dai ghiacciai
Non è una passeggiata semplice. Le giornate possono essere lunghe, il meteo cambia rapidamente e il vento, in alcuni tratti esposti, obbliga quasi a inclinarsi per mantenere l’equilibrio. Ma per chi ha una buona forma fisica e un minimo di abitudine a camminare, resta un trekking assolutamente affrontabile.
In media servono 4-5 giorni di cammino per completare il percorso, che copre circa 80 km e non presenta particolari difficoltà tecniche, pur richiedendo una buona preparazione fisica.
O Trek
L’O Trek è il giro completo del massiccio del Paine. Include tutto il W Trek, ma aggiunge il versante nord del parco. Una zona più isolata, meno battuta e decisamente più selvaggia.
Qui la Patagonia mostra il suo lato più duro. Alcune tappe superano tranquillamente le otto ore di cammino, il vento può diventare violento e il celebre Paso John Gardner (il punto più impegnativo del circuito) richiede passo sicuro e una buona resistenza fisica.
La ricompensa è una sensazione rara di isolamento. Ci sono momenti in cui si cammina per ore vedendo soltanto ghiacciai, foreste piegate dal vento e poche altre persone in lontananza.
Con i suoi circa 130 km di sentiero, l’O Trek richiede tra gli otto e i dieci giorni di percorrenza ed è considerato un trekking impegnativo, adatto a chi ha già esperienza di itinerari con un livello di difficoltà elevato.
L’alba alle Torres
Se c’è un momento che da solo giustifica il viaggio, è l’alba al Mirador Base Torres.
Si parte nel buio, spesso con il gelo e il vento che taglia il viso, seguendo il sentiero illuminato dalla torcia frontale. L’ultima salita è ripida e faticosa, soprattutto dopo giorni di trekking. Poi, all’improvviso, il sentiero finisce.
Davanti si stagliano le Torres.
Per alcuni minuti le pareti di granito cambiano colore lentamente: dal grigio freddo al rosa, fino all’arancione acceso quando il sole supera l’orizzonte patagonico.
Per assistere all’alba conviene pernottare al rifugio Las Torres la sera precedente e partire molto presto, generalmente intorno alle 3 o alle 4 del mattino a seconda della stagione.
Quando andare
La stagione migliore per visitare Torres del Paine va da ottobre a marzo. Dicembre e gennaio sono i mesi più frequentati: le giornate sono lunghissime (in piena estate il sole tramonta dopo le 22) e le temperature sono relativamente miti.
Relativamente, però, è la parola chiave.
In Patagonia il meteo cambia rapidamente. Si può partire con sole e cielo terso e ritrovarsi un’ora dopo sotto pioggia orizzontale o raffiche che costringono a fermarsi per non perdere l’equilibrio. Vestirsi a strati qui è necessario.
Chi preferisce meno affollamento, dovrebbe considerare i mesi di marzo e aprile. I colori iniziano a cambiare, le faggete australi diventano rosse e arancioni e il parco assume un’atmosfera molto più tranquilla e silenziosa.
Per chi è adatto questo viaggio?
Torres del Paine non richiede esperienza alpinistica, ma richiede adattabilità. Accettare il vento, la fatica, il freddo del mattino e l’idea di passare diversi giorni in una natura che detta il ritmo.
Il W Trek è adatto a chiunque abbia una buona forma fisica di base e sia abituato a camminare diverse ore consecutive.
L’O Trek, invece, è consigliato a chi ha già esperienza di trekking di più giorni e si sente a proprio agio in condizioni metereologiche variabili.
In entrambi i casi, Torres del Paine lascia addosso una sensazione difficile da spiegare. Non tanto quella di aver completato un trekking, ma quella (molto più rara) di essersi trovati, anche solo per qualche giorno, dentro un paesaggio che continua a esistere secondo regole completamente proprie.