15 Ott Diwali: guida alla festa delle luci
Che cos’è Diwali?
Diwali (o Deepawali) è una delle festività più importanti e celebrate del subcontinente indiano. Il nome deriva dal sanscrito dīpāvali दीपावली e significa “fila di luci” (letteralmente dīpā = lampada, āvali = fila) e descrive molto bene lo scenario che si crea durante questa ricorrenza. File e file di piccole lampade a olio – le famose diyas – che brillano lungo le strade, sui balconi e nei templi.
Non è solo la festa delle luci, ma Diwali racchiude un significato molto più profondo e sfaccettato. È una celebrazione della luce che sconfigge l’oscurità, del bene che trionfa sul male, della conoscenza che prevale sull’ignoranza. È un momento di rinnovamento, di speranza, di unione famigliare e riflessione spirituale.
Ogni anno, milioni di persone – se non miliardi – accendono lampade, decorano le proprie case, offrono doni e dolci, pregano le divinità e si ritrovano con i propri cari. La festa coinvolge non solo l’India, ma anche tutte le comunità della diaspora indiana nel mondo, rendendola una delle celebrazioni spirituali più partecipate a livello globale.
Origini storiche del Diwali
L’origine del Diwali è molto antica. Si ritiene che questa celebrazione abbia almeno 2500 anni di storia e affondi le sue radici in diversi miti e tradizioni religiose.
Nell’induismo, il Diwali è legato a più episodi epici:
Nel Ramayana, Diwali commemora il ritorno di Rama ad Ayodhya dopo anni di esilio e la vittoria su Ravana. Gli abitanti della città accesero lampade in ogni casa per festeggiare il suo ritorno.
Nel Mahabharata, rappresenta il ritorno dei Pandava dopo 12 anni di esilio.
In molte regioni, invece, è la notte in cui la dea della fortuna e della ricchezza Maa Lakshmi è emersa dall’oceano durante il Samudra Manthan, il “frullamento dell’oceano cosmico” che, secondo il mito, ha dato vita al nettare dell’immortalità.
Per i giainisti, Diwali commemora il giorno in cui il maestro spirituale Mahavira raggiunse il nirvana. Per i sikh, celebra la liberazione del sesto guru Hargobind Singh Ji dalla prigione di Gwalior.
Ciò sottolinea la trasversalità della festa, infatti ogni religione vi proietta i propri simbolismi, ma tutte concordano sull’idea della liberazione, dell’illuminazione e del trionfo del bene.
Il significato simbolico della luce in Diwali
La luce non è solo una decorazione, bensì è il cuore stesso del messaggio.
Le diyas, le lampade a olio che vengono accese in ogni angolo delle case e dei templi, rappresentano l’anima individuale che cerca l’unione con la verità universale. Una fiammella che brucia costante nell’oscurità instillando calore e guida spirituale.
Accendere una diya è un atto spirituale e simbolico: illumina gli angoli bui delle nostre case, rappresenta la consapevolezza che dissipa l’ignoranza, simboleggia la speranza anche quando tutto sembra perduto, invoca benedizioni divine e allontana energie negative.
Il gesto di accendere una lampada a olio è un rituale potente che comunica la volontà di scegliere la luce, la bontà e la vita. Per questo motivo, milioni di persone in tutto il mondo si uniscono nel gesto di illuminare la notte.
Quando si celebra Diwali nel 2025?
Nel 2025, la giornata principale di Diwali sarà lunedì 20 ottobre. Tuttavia, la festa si estende su cinque giorni, ognuno con significati specifici e rituali dedicati.
Il calendario si basa sul sistema lunare indiano e si svolge nei mesi di Ashvin e Kartika, in prossimità della luna nuova (Amavasya). La data precisa cambia ogni anno secondo i calcoli astronomici tradizionali.
Le religioni che celebrano Diwali
Anche se viene comunemente associato all’induismo, Diwali è una festa interreligiosa. La sua bellezza risiede anche nel fatto che è adottata e reinterpretata da diverse fedi.
Nell’induismo è la celebrazione della dea Lakshmi, del ritorno di Rama e del risveglio della luce.
Per il giainismo è il giorno in cui Lord Mahavira raggiunse il Nirvana.
Nel sikhismo si celebra la liberazione del guru Hargobind Ji, avvenuta nel XVII secolo e in onore di ciò, i sikh accendono le luci nel tempio d’oro ad Amritsar.
Nel buddismo, invece, si celebra la luce e la conoscenza come strumenti di liberazione.
In alcune regioni, persino comunità musulmane partecipano simbolicamente, riconoscendo la dimensione culturale e sociale della festa.
Diwali diventa così un ponte tra religioni, una connessione spirituale che valorizza la luce in tutte le sue forme: interiore, morale, sociale e divina.
I cinque giorni del Diwali
Il Diwali non è solo una notte di luci. È un viaggio che dura cinque giorni, ognuno con un significato specifico. È un percorso che inizia con l’invocazione della ricchezza spirituale e si conclude con la celebrazione dell’armonia famigliare.
I giorni sono Dhanteras, Narak Chaturdashi (o Choti Diwali), Diwali, Padwa (o Goverdhan Puja) e Bhai Dooj e ognuno ha un rito e una filosofia specifica.
Dhanteras: l’inizio della prosperità
Dhanteras apre ufficialmente il festival di Diwali. Il nome deriva da due parole sanscrite: “dhan” che significa ricchezza e “teras” che indica il tredicesimo giorno del mese lunare. In questo giorno, le famiglie si preparano spiritualmente e materialmente ad accogliere Lakshmi, la dea della fortuna e dell’abbondanza. In questo giorno di buon auspicio, la casa viene pulita e purificata con acqua, incensi e fiori, preparandola per ricevere l’arrivo della divinità. È tradizione comprare oggetti d’oro, d’argento e utensili in metallo come rame e ottone, perché simbolo di abbondanza e benedizione.
Al tramonto, poi, si accendono le prime diyas in onore di Lakshmi e di Dhanvantari, dio della medicina e della salute, e in molte famiglie gli si offrono preghiere per una vita lunga e sana.
L’enfasi del Dhanteras non è quella di accumulare beni materiali, ma sul riconoscere la ricchezza come dono divino. In questo giorno si riflette sul rapporto tra il benessere spirituale e quello materiale, dove la prosperità deve essere condivisa.
Naraka Chaturdashi
Conosciuto anche come Choti Diwali, il secondo giorno è dedicato alla liberazione dal male e alla purificazione. Il significato si basa sulla leggenda del trionfo del signore Krishna contro il demone Narakasura.
All’alba è consuetudine fare un bagno rituale con oli profumati e pasta di sandalo, si offrono, poi, mantra per allontanare pensieri ed emozioni negative. La casa viene ulteriormente decorata con disegni elaborati fatti sul pavimento e si condividono dolci con amici e vicini.
Naraka Chaturdashi è il giorno che rappresenta la trasformazione personale e la rinascita.
Diwali
Il terzo giorno è chiamato anche Lakshmi Puja, è il più atteso di tutti, ed è il fulcro dell’intero festival.
In serata, le famiglie si riuniscono per onorare la dea Lakshmi, invocando fortuna, prosperità e felicità. In ogni angolo della casa vengono accese delle fiammelle e rangoli, disegni geometrici sacri, vengono realizzati con polveri colorate e petali di fiori.
La notte viene poi illuminata da numerosi fuochi d’artificio che, secondo la tradizione, grazie alle luci e ai rumori, scacciano gli spiriti maligni.
Diwali è un giorno in cui tutte le generazioni si ritrovano e ci si scambiano doni come oggetti fatti a mano o piccoli pensieri.
Padwa
Chiamato anche Goverdhan Puja, il quarto giorno onora Krishna e commemora la leggenda del monte Govardhan, e di come il dio protesse la collina e gli abitanti del villaggio dalle piogge torrenziali inviate da Indra.
Questa giornata è considerata l’inizio di un nuovo anno. Le persone fanno visita ad amici e parenti, vengono preparate gli annakut, ossia montagne di cibo offerto e mangiato in condivisione e si benedicono i prodotti della terra, ringraziando Madre Natura per quello che ha creato.
Bhai Dooj
Il Diwali si chiude infine con un giorno dedicato all’amore fraterno, celebrando il legame tra fratelli e sorelle. Le sorelle pregano per la salute e la lunga vita dei fratelli, questi offrono loro in cambio dei doni e promesse di protezione. Questo scambio avviene solitamente durante dei pranzi festivi che riuniscono le intere famiglie.
Bhai Dooj è simbolo dell’equilibrio e dell’importanza delle relazioni affettive. Rafforza il concetto che la famiglia è il primo tempio spirituale.
Diwali, la luce che rimane
Diwali è una celebrazione che ricorda che anche nei momenti più oscuri, possiamo sempre scegliere di accendere una fiamma, una luce.
Ogni piccolo gesto è una diyas spirituale che illumina il mondo.
