14 Ago Esala Perahera a Kandy
Immagina di essere seduto sul bordo di una strada di Kandy, l’aria calda della sera che profuma di incenso e gelsomino. Il sole è appena tramontato dietro le colline che abbracciano il lago e la folla intorno trattiene il respiro.
In lontananza, un rullo di tamburi. Un bagliore di torce che si avvicina. I danzatori Kandyani che ruotano a ritmo sfrenato, gli schioccatori di frusta che aprono la via con un suono simile al tuono e, infine, loro: i giganti. Elefanti riccamente addobbati, mantelli ricamati e luci che scintillano nella notte.
È l’Esala Perahera, e per dieci notti Kandy smette di essere semplicemente una città. Diventa un palcoscenico sacro, attraversato da musica, danza e tradizioni che si tramandano da generazioni.
Ma per capire davvero cosa si sta guardando, bisogna andare oltre i colori e il rumore. Bisogna entrare nel cuore di Kandy.
Cos’è l’Esala Perahera
La parola Perahera significa “processione”, ma l’Esala Perahera è molto più di una sfilata.
Il suo cuore è il Tempio del Sacro Dente di Kandy, la Sri Dalada Maligawa, dove è custodita quella che la tradizione buddhista considera una delle reliquie più sacre: un dente del Buddha. Per secoli la reliquia ha rappresentato un simbolo di autorità spirituale e politica per lo Sri Lanka, e ancora oggi il Tempio del Dente resta uno dei luoghi più importanti della vita religiosa del paese.
Durante la Perahera, la reliquia non viene esposta lungo le strade. A essere portata simbolicamente in processione è una replica del contenitore che la custodisce, trasportata sotto un baldacchino sul dorso del Maligawa Tusker, l’elefante che occupa il posto centrale nella parte più solenne del corteo.
La processione non riguarda solo la reliquia. Attorno al Tempio del Dente si muovono anche le processioni dei quattro Devala, i santuari dedicati alle divinità Natha, Vishnu, Kataragama e Pattini: tradizioni religiose diverse che si incontrano all’interno di una celebrazione diventata, nel tempo, parte integrante dell’identità culturale di Kandy.
Per dieci sere, tutto questo attraversa le strade della città ed è allora che Kandy cambia volto.
Dieci notti di crescendo
La festa dell’Esala Perahera costruisce lentamente la sua energia, notte dopo notte.
Le prime cinque serate sono quelle della Kumbal Perahera. Le processioni sono più contenute e il ritmo comincia gradualmente a prendere forma: i tamburi riempiono le strade, i danzatori avanzano nella notte, la città entra poco alla volta nel tempo della Perahera.
Poi c’è Randoli Perahera: cinque serate sempre più elaborate e solenni, che culminano nella grande processione finale. Il corteo si allunga, gli elefanti diventano più numerosi, le strade si riempiono di gruppi di danzatori, musicisti o portatori di torce. È come assistere a un’orchestra che aggiunge, sera dopo sera, nuovi strumenti fino a quando non arriva l’ultima notte.
La Grand Randoli Perahera: il momento culminante
Il Grand Randoli Perahera è il culmine delle celebrazioni notturne. Quando cala il buio, Kandy sembra trattenere il respiro.
Arrivano i tamburi che senti nel petto. I Geta Bera scandiscono il ritmo mentre i danzatori Kandyani avanzano nei loro costumi tradizionali. Gli schioccatori di frusta aprono il percorso con il loro rumore improvviso, i portatori di torce illuminano la strada, arrivano acrobati e danzatori del fuoco. Poi, lentamente, compaiono gli elefanti: le loro sagome emergono dalla luce delle torce, avvolte in elaborate decorazioni e illuminate da centinaia di piccole lampadine. Al centro centro della processione avanza il Maligawa Tusker, che porta simbolicamente la replica del contenitore della Sacra Reliquia.
Ogni elemento ha il proprio posto, il proprio ritmo, il proprio significato, e quando tutto si muove insieme, diventa difficile distinguere dove finisca la strada e dove inizi la processione.
Danzatori, tamburi e fuoco: l’anima della Perahera
Prima ancora di vedere la processione, spesso la si sente arrivare: un ritmo lontano che cresce, poi il suono improvviso delle fruste, il rumore dei tamburi, le luci che compaiono tra la folla.
I danzatori Kandyani sono tra i protagonisti più riconoscibili della Perahera, con movimenti energici e precisi accompagnati da costumi tradizionali che raccontano una parte importante della cultura dell’altopiano centrale dello Sri Lanka. Attorno a loro si muovono percussionisti, acrobati, portatori di torce e danzatori del fuoco.
Per chi arriva da lontano è facile lasciarsi catturare dalla parte più scenografica della processione. Ma per la comunità di Kandy l’Esala Perahera resta prima di tutto una celebrazione legata alla fede e all’identità della città, un rito che continua a vivere anche quando nessuno guarda da fuori. È proprio questa sovrapposizione tra rito e festa a renderla così particolare.
Il legame con l’acqua: Diya Kepeema e Dahawal Perahera
C’è un altro filo che attraversa la storia dell’Esala Perahera, ed è quello dell’acqua. La celebrazione è tradizionalmente legata anche alle preghiere rivolte alle divinità per ottenere piogge favorevoli, fertilità e prosperità, un legame significativo in una terra dove l’acqua ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella vita agricola delle comunità.
Ed è proprio l’acqua a chiudere il ciclo della festa. Dopo il fragore della Grand Randoli Perahera, quando le luci si spengono e la folla comincia a disperdersi, la celebrazione si sposta lontano dal centro di Kandy: sul fiume Mahaweli si svolge il Diya Kepeema, la tradizionale cerimonia del “taglio dell’acqua”, che rappresenta la conclusione simbolica delle celebrazioni. Il giorno successivo, la Dahawal Perahera (una processione diurna) chiude ufficialmente il ciclo.
Dopo dieci notti di tamburi, torce, danza ed elefanti, la festa torna all’acqua.
Un pezzo dell’anima dello Sri Lanka
Kandy è già una città speciale: circondata dalle colline dell’altopiano centrale, affacciata sul suo lago, legata a una delle pagine più importanti della storia religiosa dello Sri Lanka. Durante l’Esala Perahera, però, sembra diventare qualcosa di diverso: le strade si riempiono di musica, il buio viene attraversato dalle torce, gli elefanti avanzano lentamente nella notte. Al centro di tutto rimane il Tempio del Dente, custode di una reliquia che da secoli rappresenta uno dei simboli più profondi della spiritualità dello Sri Lanka.
Forse è questo il motivo per cui l’Esala Perahera rimane così a lungo nella memoria: non soltanto per quello che si vede, ma per la sensazione di trovarsi, per qualche ora, dentro qualcosa che appartiene ancora profondamente al luogo in cui è nato, un momento in cui storia, fede, musica e comunità continuano a camminare insieme per le strade di Kandy.