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Il ritorno dei barbari alle Maldive

Al parlamento maldiviano si discute attivamente di legalizzare la pesca degli squali (ovviamente vietata, dal 2010 sino ad oggi).

Il ministro della Pesca delle risorse marine e dell’agricoltura delle Maldive, Zaha Waheed, ha infatti affermato che la revoca del divieto “rappresenta una strategia redditizia per la generazione di entrate per lo Stato”.

Parlando alla Commissione per gli Affari Economici del People’s Majlis (ossia il parlamento delle Maldive), il ministro Waheed ha affermato: ‘Pochissimi paesi implementano la conservazione degli squali. Poiché è un mezzo per generare profitto, noi non dobbiamo limitarci.”
Qui la notizia: https://timesofaddu.com/2021/03/24/maldives-to-legalize-shark-fishing/

Una orrenda barbarie, per chi come noi ama gli squali.
E anche un’enorme fesseria dal punto di vista economico: gli squali valgono molto di più da vivi che da morti. Non è affatto una strategia redditizia, come affermato dal ministro maldiviano: solidi studi scientifici mostrano come per le Maldive le entrate commerciali dirette associate alle immersioni con gli squali sono state stimate in 14,4 milioni di dollari. Poi c’è l’indotto (i subacquei in viaggio non si limitano ad immergersi): i ricavi delle attività commerciali maldiviane associati alle spese di viaggio dei subacquei di squali sono stati stimati in 51,4 milioni di dollari.
Questa la fonte: www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0308597X18305116

Insomma non c’è dubbio che sia il turismo, e non la pesca (quella degli squali poi), ad avere arricchito le Maldive.
Negli anni ’80, le Maldive erano tra i 20 paesi più poveri della terra, secondo la Banca mondiale. Invece oggi, dopo 40 anni di turismo, le Maldive sono il paese a con il più alto PIL pro capite dell’Asia meridionale. Il turismo è la linfa vitale dell’economia delle Maldive, responsabile direttamente o indirettamente di circa il 90% della crescita economica, fornendo decine di migliaia di posti di lavoro e contribuendo con la maggior parte delle entrate fiscali e della valuta estera. Molto di questa industria dipende dalla subacquea e dallo snorkeling, e la concreta possibilità di incontrare grandi predatori è un fattore importante per muovere subacquei e snorkelisti.

Per ora questa di consentire la pesca degli squali è solo una ignobile, anacronistica e assai poco intelligente proposta alla quale il ministro sta lavorando.

Quindi, amici subacquei, leviamo gli scudi e facciamo sentire le nostre voci!

Potete firmare la petizione qui: www.change.org/p/president-of-maldives-uphold-shark-fishing-ban-maldives-fisheries

A noi subacquei gli squali piacciono belli vispi mentre nuotano nelle pass. Perciò firmate.

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