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Operation Beluga

Questa è una bella storia natalizia.

Nel 1984, a fine dicembre, in un tratto di mare tra la Siberia e l’Alaska un cacciatore di etnia Chukchi avvistò un branco di circa 3000 beluga vicinissimi alla costa.

I cetacei erano intrappolati dal ghiaccio: a separarli dal mare aperto c’era una banchisa di ampiezza superiore alle loro capacità di apnea dinamica. Per loro un’apnea così lunga era semplicemente impossibile.

La popolazione locale si attivò. Qualcuno, prevedibilmente, iniziò a cacciare i beluga imprigionati. Altri, invece, cercarono di mantenere in vita i cetacei nutrendoli con pesce congelato e scavando fori nel ghiaccio per consentire ai beluga di respirare.

Ma non fu sufficiente.

Ci voleva un intervento più incisivo.

L’intervento fu quello della nave rompighiaccio sovietica Moskva, che in un paio di giorni aprì un varco nello spesso ghiaccio della banchisa, raggiungendo il branco di beluga, dando loro la possibilità di raggiungere il mare aperto.

 

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Rompighiaccio russe: Admiral Makarov (sx) e Moskva (dx)

Ma non lo fecero. Diffidenza atavica verso gli umani, probabilmente (come dargli torto), oppure si trattava del fastido provocato dal rumore dei motori della vecchia nave sovietica, o forse i beluga erano disorientati e spossati, chissà.

Qualcuno dell’equipaggio Moskva ebbe allora una di quelle idee geniali che riscattano il genere umano dalle molte brutture che lo contraddistinguono: iniziarono a diffondere della musica con gli altoparlanti della nave, muovendosi al contempo verso l’esterno per stimolare i beluga a seguirli. Provarono con della musica pop. Niente. Passarono alle marce militari. Niente. Fecero vari tentativi, con vari generi.

Poi provarono con la musica classica. I grandi musicisti russi. E a quel punto i beluga seguirono la nave, raggiungendo acque sgombre dai ghiacci polari. Liberi.

L’operazione passerà alla storia come “Operazione Beluga”. La rompighiaccio Moskva fu venduta come rottame ferroso otto anni dopo.

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Rompighiaccio Moskva in costruzione – 1959

 

(credits immagine di copertina: Delphinapterus leucas by Steve Snodgrass – wikipedia – CC BY-2.0)

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